Piazza della Libertà, i negozianti: "Una colata di cemento senza adeguato verde? Sarà un forno"

"Speriamo che la futura piazza non sia solo una colata di cemento": questo è un po' il coro unanime che abbiamo raccolto facendo un giro nei dintorni di piazza della Libertà

"Speriamo che la futura piazza non sia solo una colata di cemento": questo è un po' il coro unanime che abbiamo raccolto facendo un giro nei dintorni di piazza della Libertà, ora che i lavori sembrano aver imboccato positivamente la strada della conclusione, dopo i laborioso scavi degli anni scorsi. In mezzo alla piazza è arrivata recentemente anche la battuta del massetto di cemento della futura pavimentazione. Ma il timore dei negozianti, sopravvissuti in questi tre anni di lavori e di chiusura delle strade limitrofe, è dovuto in parte al progetto finale che ancora non convince. Per esempio non piace che non potranno esserci gli alberi perché non si possono piantare, sembra siano possibili solo piante a vaso.

"Ma le piante a vaso vanno mantenute bene - mette subito in guardia Danila, la gestrice di "Dettagli", negozio di abbigliamento all'angolo della piazza - e non è un'impresa semplice. D'estate vanno annaffiate e d'inverno protette. Non lo so, ho molti dubbi. Non vorrei che si trasformasse in un immenso vuoto di cemento, ricettacolo di cani che fanno la pipì e, magari, non solo cani...".  "Io ho tenuto duro per questi anni - continua Danila - ma non so se riuscirò ancora a resistere. Siamo tutti molto provati, speriamo in qualcosa di bello e utilizzabile. E soprattutto chiediamo che anche il portico dell'ex bar Roma venga ristrutturato. So che è di privati, ma qualcosa bisognerà pur farci. Ci si scivola, è sporco. C'è un'edicola chiusa che fa una gran tristezza. Insomma è una zona che va recuperata nel suo complesso". 

"Noi ci auguriamo che le iniziative in piazza non siano solo sporadiche - aggiunge Fabrizio della tabaccheria, a fianco della Farmacia Comunale - Non ci basta un mercatino una volta al mese. E se dev'essere quello dell'antiquariato c'era già... Ci piacerebbe qualcosa di quotidiano o almeno due o tre volte a settimana, non so cosa e capisco che non sia facile, ma il Comune dovrebbe venire incontro un po' anche alle nostre esigenze. Per esempio io sto aperto solo di giorno, se verranno organizzati eventi serali per me è come se non cambiasse nulla. Anzi, resta il fatto che durante il giorno c'è meno movimento perché le auto non passano più e la gente fin qui non arriva se non per lavoro". 

La Pasticceria Lanzoni si è organizzata per questo ultimo periodo di lavori lanciando l'iniziativa due paste al prezzo di una dopo le 16. "Invece di buttarle via le regaliamo - spiega Amalia - e abbiamo visto che la gente ha recepito bene l'iniziativa. Abbiamo un po' più di movimento nel pomeriggio. Anche noi speriamo in una piazza vivace, piena di iniziative. A noi vanno bene anche serali perché cercheremo di stare aperti, l'importante è che si muova qualcosa. E' l'ora che questa parte di centro storico ricominci a respirare un po'". 

Prova a triare le somme Marco Giangrandi della Cartoleria Bettini, referente del comitato ci cittadini e negozianti che ha contestato asparamente il progetto: "La preoccupazione è che la piazza non abbia più una vocazione commerciale ma sia pensata per le attività gastronomiche tra l'altro la gestione degli spazi aperti è una cosa complessa anche progettualmente. In più quella piazza è fredda d'inverno e calda d'estate. Il timore - prosegue Giangrandi - è che l'amministrazione non abbia ancora una visione con un progetto organizzato. Per esempio: va bene organizzare eventi, ma quali eventi? Serve un planning annuale o addirittura biennale, dove ad agosto si sa già cosa si farà a Natale. Noi, come esercenti, vogliamo dare una mano, essere coinvolti e capire quali progetti ci vogliono fare. Se, invece, tutto viene fatto nel massimo silenzio e senza il coinvolgimento degli esercenti, secondo me, la piazza perde il senso e gli esercenti perdono la fiducia".

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