Patrimonio demaniale, la gestione all'Unione dei Comuni della Valle del Savio

“C'è anche un aspetto politico prioritario – dichiarano i sindaci Menghetti, Toledo, Valbonesi e Baccini - legato alla montagna"

Novità in vista per la gestione del patrimonio silvo pastorale indisponibile della Regione Emilia Romagna (Demanio regionale) ubicato nel territorio della provincia di Forlì-Cesena: quello che per molti è il patrimonio “ex Arf” verrà ufficialmente gestito, per i prossimi 10 anni, dalle Unioni di Comuni Valle del Savio e della Romagna Forlivese. Questo avviene grazie ad una convenzione stipulata tra la Regione Emilia Romagna e le due Unioni di Comuni, con cui si conclude un iter iniziato a luglio 2016. Dopo la gestione del demanio da parte della Provincia, in tale data avvenne il passaggio di consegne nei confronti delle Unioni di Comuni Forlivese e Valle Savio che, per tutto questo lasso di tempo, hanno gestito il patrimonio identificandone le varie necessità e i punti critici.

Il lungo lavoro che ha portato all'approvazione della convenzione decennale, oltre alle strutture delle due Unioni di Comuni e della Regione Emilia Romagna, ha visto protagonisti i Comuni in cui si estende maggiormente il demanio forestale. Grande soddisfazione, dunque, per i sindaci Marco Menghetti (Premilcuore), Luigi Toledo (Portico e San Benedetto), Daniele Valbonesi (Santa Sofia) e Marco Baccini (Bagno di Romagna), in primis perché nella gestione di un bene pubblico tanto importante vengono coinvolte le amministrazioni locali e, quindi, le comunità che in quei luoghi vivono e lavorano. Va sottolineato che l'Unione di Comuni della Romagna Forlivese, in questo caso, oltre a gestire come normalmente avviene servizi comunali, si fa carico del bene demaniale per un ente superiore, la Regione Emilia Romagna.

"L’avvio di questa convenzione con le Unioni di Comuni ‘Romagna Forlivese’ e ‘Valle del Savio’, della durata decennale, è un passo fondamentale nel quadro generale di rafforzamento e miglioramento dell’organizzazione e della gestione dei servizi e del patrimonio che la nostra Regione sta delineando – dichiara Emma Petitti, assessore regionale al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità. Questa convenzione costituisce un importante strumento di collaborazione che consente alla Regione di conservare e valorizzare il patrimonio regionale e ai territori di definire una programmazione di lungo respiro che permetta investimenti e porti i conseguenti benefici. L’obiettivo della Regione Emilia-Romagna è quello di stimolare al massimo la capacità dei territori di essere “ambito ottimale” per programmare e svolgere servizi aldilà dei confini amministrativi. Le sinergie tra sistemi economici, produttivi, sociali e culturali permetteranno, nei prossimi anni, di cogliere sfide sempre più importanti su cui stiamo investendo”. 

 Il Demanio regionale rappresenta un’interessante peculiarità dell'Appennino forlivese e cesenate, sia per la sua eccezionale dimensione (oltre 24.100 ettari, pari a circa il 70% dell'intero patrimonio indisponibile forestale regionale), sia perché composto in gran parte da aree forestali di elevato valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico-ricreativo.
All'interno del Demanio si trovano foreste tra le meglio conservate del panorama regionale, numerosi pascoli, oltre cento fabbricati rurali, circa 250 Km di strade forestali e vicinali (100 dei quali aperti al pubblico transito) e numerosi sentieri della rete escursionistica locale. Non a caso il circa 50% del Demanio regionale ricade all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e oltre il 70% è ricompreso in siti della rete ecologica Natura 2000 (SIC e ZPS).
 
In base alla convenzione stipulata il 29 marzo 2018, l'Unione Forlivese, in qualità di Ente capofila, dovrà costituire un Comitato Strategico di Gestione, composto dai Presidenti delle due Unioni e dai Sindaci dei 10 Comuni in cui insiste il Demanio, al fine di assicurare la necessaria unitarietà programmatica e di indirizzo per la gestione dei beni. Le funzioni tecniche ed amministrative invece verranno svolte dall'Ufficio distaccato di Santa Sofia e dagli Uffici di staff (segreteria, ragioneria, affari generali) dell'Unione Forlivese. Molto significativa è la durata della convenzione, pari a 10 anni: un periodo di tempo abbastanza lungo da permettere una progettualità a lunga durata, con interventi che vanno oltre l'ordinaria manutenzione. Un'altra novità importante della nuova Convenzione risiede nel fatto che attraverso di essa la Regione opera un trasferimento di funzioni ai due Enti territoriali. Anche per questo, infatti, la Regione si è impegnata fra l'altro a concorrere alle spese di gestione finanziando direttamente l'assunzione di n. 3 unità di personale, che andranno a rinforzare l'Ufficio distaccato di Santa Sofia.
 
Infine, è fondamentale evidenziare che la Regione, in base alla convenzione, garantirà un finanziamento annuo di 190 mila euro per i lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria del demanio, con l'impegno di implementare le risorse in fase di revisione del bilancio. Questa cifra è, in realtà, inferiore a quella richiesta dalle Unioni (400 mila euro/anno), ma già più adeguata rispetto a quella investita negli ultimi anni della precedente gestione. Inoltre, il finanziamento annuo sarà implementato con gli introiti derivati dalle concessioni dei terreni e dei fabbricati e dalla vendita dei lotti legnosi, nonché dai fondi straordinari messi a disposizione sempre dalla Regione attraverso le Misure forestali del Piano di Sviluppo Rurale (PSR). Questo è per altro già avvenuto nel corso di questo primo periodo di gestione da parte delle Unioni, durante il quale sono stati richiesti ed ottenuti circa 2 milioni di euro di finanziamenti, attraverso i bandi delle misure forestali del PSR e grazie al contributo economico di Romagna Acque-Società delle Fonti e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che andranno a finanziare una decina di interventi di forestazione e non solo, finalizzati da un lato a ridurre il rischio di incendi e dissesto idrogeologico, dall'altro ad aumentare il pregio ambientale e le attitudini turistico-ricreative delle compagini forestali.
 
“C'è poi un aspetto politico prioritario – dichiarano i sindaci Menghetti, Toledo, Valbonesi e Baccini - legato alla montagna. La Regione, con le risorse economiche ed umane messe a disposizione, dimostra di accogliere le nostre proposte, ovvero di avere strutture e risorse per la gestione di territori che per calo demografico, per mancanza di servizi, per caratteristiche morfologiche del territorio, faticano nel riuscire a darsi una progettualità futura, che invece si può creare grazie a progetti come quelli che possono scaturire dalla Convenzione e dai relativi finanziamenti. È da sottolineare anche un importante aspetto economico per i territori di montagna: il potere decisionale degli amministratori locali, unito alle risorse messe in campo e a quelle ulteriori che si potranno trovare, può essere il volano per un'economia in ambito forestale, per le attività legate ad un turismo ambientale, sportivo ed escursionistico, per un'agricoltura che possa valorizzare produzioni locali, per l'artigianato legato alla materia prima ricavata da aree boschive, ovvero il legno".

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