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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Covid, la luce in fondo al tunnel: mascherine all'aperto fino al 10 febbraio

Il ministro della salute ha prorogato e sospeso fino al 10 febbraio le attività "che si svolgono in sale da ballo" e l'obbligo di mascherina all'aperto, ma si lavora alla "fase di normalità e convivenza con il virus"

Fino al 10 febbraio "è fatto obbligo, anche in zona bianca, di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto". Questa la disposizione contenuta nell'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza ed in vigore da lunedì. Sono fatti salvi, in ogni caso, i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Sempre dal primo febbraio è entrata in vigore anche la misura che prolunga la chiusura delle discoteche. Ai fini del contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2, "fino al 10 febbraio sono sospese le attività che si svolgono in sale da ballo, discoteche e locali assimilati". Da quella data in poi probabilmente i locali da ballo riapriranno. "E' un primo segnale positivo", ha commentato Stefano Bonaccini, secondo il quale "vanno velocizzati ristori e aiuti economici previsti dal governo per un comparto (fatto di imprese, lavoro e passione) che ha sofferto più di tutti le necessarie restrizioni per combattere il virus, dimostrando grande senso di responsabilità nella stragrande maggioranza dei casi".

Per parte nostra, ha scritto sui social il presidente dell'Emilia-Romagna, "confermo che metteremo a disposizione nelle prossime settimane un altro milione di euro a fondo perduto, dopo quelli già resi disponibili nei mesi scorsi". Una riapertura "in sicurezza con green pass rafforzato, controlli su ingressi e capienze, regole e misure di prevenzione, così come già avviene in altri spazi e locali ritengo sia oggi possibile e non rinviabile. Anche per evitare il ripetersi di feste private e abusive, dove il rischio di focolai e contagi è, invece, elevatissimo", conclude. 

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