Museo dell’Ecologia, "Nuovo gestore scelto sulla base di un bando pubblico"

"Noi siamo per il rispetto delle regole, anche se oggi sembra non essere più di moda", attaccano il sindaco Lucchi e l'assessore Francesca Lucchi

L'amministrazione comunale interviene sull’esito dell’istruttoria pubblica per affidare la gestione del rinnovato Museo dell’Ecologia. "Anche se possiamo comprendere la delusione e il rammarico per la conclusione di un’esperienza positiva come quella portata avanti in questi anni da Via Terrea, riteniamo decisamente ingiustificate - sia per i toni, spesso sopra le righe, sia per gli argomenti - le accuse rivolte all’amministrazione comunale - esordiscono il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore alle Politiche Ambientali Francesca Lucchi - Sorprende in particolare la veemenza di alcuni, che hanno parlato di “superficialità e mancanza di visione davvero imbarazzanti” e di “scelta sciagurata". Ci sembrano giudizi quanto meno azzardati, dal  momento che la scelta compiuta è frutto di un bando pubblico".

"Per quanto ci riguarda, noi siamo per il rispetto delle regole, anche se oggi sembra non essere più di moda, ed eravamo convinti che questo fosse un valore indiscutibile anche per molti di quelli che oggi polemizzano - continuano -. E ci colpisce la contraddizione insita nella loro posizione: da un lato si chiede – giustamente -  agli enti pubblici di fare concorsi corretti ed equi, ma poi, se non vince chi vogliamo, la buttiamo in sentimentalismi e politica? Ma questa è un ragionamento da primissima repubblica, quella che ha distrutto i valori e la fiducia dei cittadini. Se, per chi ha sollevato questa polemica, è una ‘colpa’ aver fatto ricorso a un bando pubblico per individuare il gestore a cui affidare il Museo, e avere fatto in modo di garantire che la selezione avvenisse – come deve essere sempre in questi casi – con rigore e serietà,  sulla base dei criteri oggettivi  indicati dal bando, a prescindere dai legami di stima e di affetto nei confronti del precedente gestore, ce ne assumiamo pienamente la responsabilità. Dunque, pur ribadendo l'apprezzamento per il grande lavoro che Via Terrea ha svolto all'interno del museo, per le stimolanti attività che ha saputo proporre a bambini e ragazzi, per la professionalità e competenza dimostrate, rivendichiamo la correttezza e la bontà del percorso intrapreso e dell’esito che ha prodotto".

Gli amministratori ricordano come si è proceduto: "Nel mese di maggio la giunta ha approvate le nuove linee di indirizzo del Museo, affidandogli il compito di sviluppare la propria attività non solo nell’ambito (già ampiamente sperimentato) delle iniziative didattiche per le scuole, ma anche con l’offerta di opportunità di conoscenza naturalistica e ambientale del territorio e, più in generale,  di approfondimento scientifico rivolte all’intera cittadinanza. Contestualmente si è deciso di dotare il Museo di un Comitato Scientifico, con funzione consultiva, propositiva e di orientamento. Per individuarne i componenti il Comune ha lanciato un avviso pubblico, in cui veniva richiesta una qualificata e comprovata competenza su tematiche inerenti al Museo dell’Ecologia. Al termine di questa procedura, conclusasi all’inizio di luglio, sono stati chiamati a fare parte del Comitato Marco Dalla Rosa, Elena Ioli e Daniele Zavalloni".

"Alla fine dello stesso mese è stato pubblicato l’avviso pubblico rivolto ad associazioni di volontariato e di promozione sociale per la co-progettazione delle attività del Museo e degli interventi di promozione e valorizzazione del patrimonio naturale del territorio relativamente al periodo compreso fra ottobre alla fine del 2021, con l’intento di arrivare, al termine di questa fase, ad attivare la convenzione per la gestione del Museo con il soggetto che avesse presentato la proposta progettuale giudicata  più completa (sulla base dei criteri di qualificazione identificati nel bando). E così si è fatto - viene chiarito -. All’avviso pubblico hanno risposto le associazioni Orango e Via Terrea e le loro proposte sono state esaminate dalla Commissione tecnica presieduta dal Dirigente del settore Tutela dell’ambiente e del territorio, che ha giudicato ‘sostanzialmente equivalenti’ le proposte didattiche e di valorizzazione museale avanzate dalle due associazioni, mentre ha ritenuto più soddisfacente l’offerta di Orango per  quanto riguarda la disponibilità e qualificazione del personale, l’impiego di risorse proprie, nonché per l’ipotesi di utilizzo di un’eventuale somma aggiuntiva da parte dell’Amministrazione a favore del miglioramento delle dotazioni museali".

"Una delle critiche più frequenti che abbiamo letto in questi giorni fa riferimento al fatto che Orango è una realtà di recente costituzione e che quindi non avrebbe una grande esperienza. Ma pur trattandosi di una giovane associazione, Orango ha al suo attivo un lungo elenco di attività scientifico – ambientali, di divulgazione scientifica, di approfondimento storico culturale, promuovendo conferenze, dibattiti e spettacoli, allestimenti di mostre, laboratori didattici, e vantando collaborazioni e rapporti di alto profilo. La stessa Via Terrea in più di un’occasione ha ospitato al Museo iniziative di Orango - concludono -.Chiarito questo, teniamo a rimarcare che per quanto riguarda il Museo dell’Ecologia, l’obiettivo dell'Amministrazione – e quindi la richiesta rivolta al gestore - è di rendere questo luogo sempre più attrattivo per bambini, famiglie ed adulti. Non solo: il nostro intento è che il Museo continui a essere anche uno spazio aperto alle attività di tutte le associazioni del territorio che si occupano di comunicazione ambientale (non a caso ha sede qui il Ceas - centro di educazione alla sostenibilità ambientale). Questo significa che gli apporti di altri soggetti non solo sono possibili, ma auspicati, e se Via Terrea  lo vuole, potrà continuare a portare avanti i suoi progetti, come tutte le altre associazioni del territorio che si occupano di comunicazione ambientale". 

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