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Foto Davide Sapone

Foto Davide Sapone

Azeglio Vicini torna a casa per l'ultima volta: anche Cesenatico saluta il suo figlio illustre

Sono stati comunque tantissimi gli amici romagnoli di Azeglio Vicini che hanno voluto essere presenti per l'ultimo saluto a questo volto noto del calcio italiano

Funerale più raccolto rispetto a quello che si è tenuto nel grande duomo di Brescia, ma sono stati comunque tantissimi gli amici romagnoli di Azeglio Vicini che hanno voluto essere presenti per l'ultimo saluto a questo volto noto del calcio italiano, ct della Nazionale ad "Italia 90", figlio della Romagna e di Cesena e Cesenatico in particolare. Nel pomeriggio di venerdì la chiesa di San Giacomo, lungo il portocanale di Cesenatico ha accolto le spoglie di Vicini, giunto da Brescia per la tumulazione nella tomba di famiglia al cimitero di Cesenatico. In chiesa non è stata solo una benedizione, ma un vero e proprio rito funebre davanti ad oltre cento persone, comprese chiaramente la moglie e la famiglia più stretta. Presente pure il sindaco Matteo Gozzoli in rappresentanza della città.

Anche Cesenatico  ha datocosì  il suo ultimo saluto ad Azeglio Vicini, quasi 85 anni. La città di Vicini per oltre mezzo secolo è stata Brescia e qui, in Duomo, c'è stato l'ultimo saluto della famiglia, di tanti italiani e di vip del mondo del calcio: migliaia di persone. Ma Cesenatico è la città della giovinezza, degli amici, delle vacanze, degli affetti più cari.

La sua giovinezza nella Romagna degli anni '40: l'intervista

Tra i presenti a Cesenatico c'erano l'amico fraterno Dionigio Dionigi, presidente del Panathlon di Cesena, l'ex calciatore Salvatore Bagni e Rino Foschi in rappresentanza del Cesena Calcio. Lo stesso Cesena era presente con la sua bandiera e quattro giocatori per il trasporto della bara durante la cerimonia. A rendergli omaggio anche l'associazione dei Garibaldini a cui Vicini era pure molto legato. Dopo la cerimonia in chiesa la bara si è diretta al Cimitero comunale di Cesenatico, dove si trova la tomba di famiglia che già reca il suo insigne nome sulla facciata.

Nato a Cesena nel 1933,  Azeglio Vicini si trasferì a Brescia ormai mezzo secolo fa per indossare la maglia delle Rondinelle (dal 1963 al 1966).  La sua prima esperienza da allenatore fu proprio sulla panchina del Brescia nel campionato 1967-68, poi conclusasi con la retrocessione in serie B. Il primo incarico di una certa rilevanza fu però la guida dell'Under 23, affidatagli nella stagione 1975-76. Dopo i mondiali del 1986 prese il posto di Enzo Bearzot alla guida della Nazionale maggiore, che allenò fino ai mondiali di Italia ’90 dove gli azzurri arriveranno terzi. 

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