Mascherine, dalla chirurgica alla generica: una guida per orientarsi nella scelta e nell’utilizzo

La Camera di commercio della Romagna ha predisposto il documento "Coronavirus - come orientarsi in un fiume di mascherine"

Dalla chirurgica a quella generica. Le mascherine non sono tutte uguali. La materia è piuttosto intricata e la Camera di commercio della Romagna, per fornire indicazioni utili a comprendere meglio quali sono le caratteristiche, formali ed esteriori, e gli utilizzi corretti, ha predisposto il documento "Coronavirus - come orientarsi in un fiume di mascherine", che fornisce alcune informazioni specifiche, descrivendo i vari presidi con indicazione circa l'utilizzo previsto.

Comunemente, con il termine “mascherine protettive” si fa riferimento a tre dispositivi di tipo diverso: dispositivi medici (o “mascherine chirurgiche”), dispositivi di protezione individuale o Dpi (FFP1, FFP2 e FFP3) e mascherine generiche. Le "mascherine chirurgiche" sono dispositivi medici e come tali devono essere conformi alla norma armonizzata EN 14683, che ne definisce i requisiti di performance e alla norma Em 10993 che ne definisce i requisiti di biocompatibilità.

Le mascherine chirurgiche si distinguono a loro volta in tre tipi: le Tipo I sono destinate ai pazienti (no COVID-19 positivi) e a tutte le altre persone per ridurre il rischio di diffusione del contagio in situazioni epidemiche o pandemiche (capacità di filtrazione batterica superiore al 92%). Le Tipo II e IIR, invece,sono destinate agli operatori sanitari (capacità di filtrazione batterica superiore al 98% e capacità di resistenza agli schizzi per i dispositivi contrassegnati con la “R”)

Le "mascherine chirurgiche2 possono essere prodotte sia con procedura ordinaria, come avveniva prima dell'emergenza da Covid-19 (e in questo caso sono dotate di marcatura Ce), sia con procedura in deroga alle vigenti disposizioni, gestita dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), fino al termine dello stato di emergenza, (come previsto dall’articolo 15 del Decreto Legge 17 marzo 2020, numero 18, convertito dalla Legge 24 aprile 2020, numero 27).

I dispositivi di protezione individuale (FFP2 e FFP3) si utilizzano in determinati ambienti di lavoro o in determinate situazioni sanitarie e devono essere conformi alla norma europea armonizzata Uni En 149:2009 e, se prodotti con procedura ordinaria, recano la marcatura CE. Anche per le mascherine FFP2 e FFP3 è tuttavia prevista la possibilità per i produttori, gli importatori e coloro che le immettono in commercio di avvalersi della procedura in deroga, prevista dal Decreto legsilativo 18/2020, gestita in questo caso dall’Inail.

Le mascherine generiche (o filtranti) possono essere usate a scopo precauzionale da tutte le persone presenti sul territorio nazionale, a cui è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19. Queste mascherine sono prodotte in deroga alle vigenti disposizioni sull’immissione in commercio e non sono soggette ad alcuna valutazione dell’Inail o dell’Istituto Superiore di Sanità, pertanto non possono essere utilizzate né dai lavoratori per i quali è prescritto l’uso di specifici Dpi, né dagli operatori sanitari durante il servizio.

Le mascherine generiche non recano la marcatura Ce, le confezioni devono indicare espressamente che non si tratta di un dispositivo medico o dispositivo di protezione individuale e deve inoltre essere fornita l’avvertenza che non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie di chi le indossa, che non sono utilizzabili quando sia prescritto l’uso di dispositivo medico o dispositivo di protezione individuale. Possono essere utilizzante, per esempio, quando sia ritenuta comunque utile la copertura di naso e bocca a fini igienico ambientali e per uso della collettività.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I produttori devono garantire che le mascherine non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori. Il documento completo è pubblicato e scaricabile sul sito della Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, www.romagna.camcom.it, alla pagina dedicata a Mascherine: quali tipi e quali utilizzi” (area Regolazione del Mercato/Vigilanza dei prodotti).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Governo al lavoro per un nuovo Dpcm, si pensa a coprifuoco e altri limiti per i locali

  • Finisce l'incubo per la famiglia, dopo l'appello a "Chi l'ha visto" ritrovata la 17enne scomparsa

  • Ore di ansia per la famiglia, si moltiplicano gli appelli per una 17enne scomparsa: ma c'è il lieto fine

  • Si lascia cadere nella notte dal Ponte vecchio: recuperato il cadavere nel Savio

  • Prezzi delle case vacanza, Cesenatico sul podio. Come il Covid influenza il mercato immobiliare

  • Il furgone come "ariete", spariscono borse e scarpe di lusso: colpo da 100mila euro

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CesenaToday è in caricamento