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Nuovo appalto per le mense scolastiche, incognite per 63 lavoratori

Ancora incognite per i lavoratori coinvolti nel passaggio di aggiudicatari del servizio comunale delle mense scolastiche. Ad esprimere preoccupazione, in una nota congiunta, sono i sindacati Cgil Cisl e Uil

Ancora incognite per i lavoratori coinvolti nel passaggio di aggiudicatari del servizio comunale delle mense scolastiche. Ad esprimere preoccupazione, in una nota congiunta, sono i sindacati Cgil Cisl e Uil che temono per 63 lavoratori: “L’appalto delle mense scolastiche del Comune di Cesena ci vede fortemente preoccupati per il futuro de lavoratori. Le modalità con cui è stato strutturato il bando oltre a prevedere il massimo ribasso ha previsto anche una differente modalità di gestione dello stesso, non più basata sulle ore di lavoro offerte dalla Cooperativa aggiudicataria ma bensì sul numero di pasti da erogare”.

“Ci auguriamo pertanto che l’Amministrazione Comunale, visti anche gli interventi del Sindaco tesi ad assicurare che nessun problema si sarebbe scaricato sui lavoratori, garantisca, anche nei fatti, il totale riassorbimento di tutti i lavoratori della Cooperativa Dolce e Oltresavio Vigne nonché dei lavoratori della Camst alle medesime condizioni e con i medesimi diritti”. Da un primo incontro con la Coop Progetto 2000, quella che ha vinto il nuovo appalto, i problemi non mancano e l'intervento del sindaco sarebbe necessario.


Lo spiegano i sindacati stessi (CGIL FP, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL TUCS e UIL FPL): “Dalla situazione delineata dopo il primo incontro con la Cooperativa aggiudicataria, a nostro giudizio, è evidente che i problemi collegati al massimo ribasso e le ricadute conseguenti sono un fatto su cui è necessario l’intervento dell’Amministrazione”. Le parti si sono impegnate a incontrarsi nuovamente il prossimo 7 settembre per formalizzare il passaggio dei lavoratori e cercare di garantire la salvaguardia di tutti i lavoratori coinvolti “consapevoli che – concludono i sindacati - se il Protocollo sottoscritto con la Giunta Conti nel 2004 e integrato nel 2009 così come il Patto del Lavoro sottoscritto con la Regione Emilia Romagna fossero stati rispettati oggi avremmo avuto qualche certezza in più sul futuro di 63 lavoratori”.

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