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Cronaca

Lavoratore strattonato e minacciato in un'assemblea sindacale, parte l'azione legale

Il lavoratore strattonato e minacciato in una riunione sindacale all'interno di Technogym ricorrerà alle vie legali, tutelato dal sindacato Uil

Il lavoratore strattonato e minacciato in una riunione sindacale all'interno di Technogym ricorrerà alle vie legali, tutelato dal sindacato Uil. Questo perché, spiega Fabrizio Ronconi, segretario generale Uilm-Uil Cesena, dall'azienda non sono arrivate le richieste scuse. Lo annuncia Ronconi stesso: “I primi giorni di dicembre la Uilm Cesena ha denunciato pubblicamente un grave episodio accaduto in Tehnogym, sul quale ci sentiamo obbligati a tornare e prendere posizione”.

Il fatto si è verificato ad una riunione periodica sulla sicurezza sul lavoro, tema quanto mai di straordinaria attualità e importanza, riunione sospesa e poi rinviata in quanto un lavoratore con il ruolo di responsabile dei lavoratori per la sicurezza, “per futili motivi legati ad una incomprensione sull'orario di inizio dell'incontro, è stato percosso e poi minacciato con le seguenti testuali parole 'Io se voglio ti caccio via da qui a calci in culo', pronunciate da uno dei massimi vertici della proprietà”, spiega il sindacalista.

“Ci saremmo aspettati una sentita lettera di scuse, per ripristinare una condizione di minima di convivenza civile e riparare un evidente quanto inaccettabile sopruso. Non solo non sono arrivate le scuse: è stata viceversa fornita un’interpretazione fantasiosa tesa a rovesciare la verità, minimizzando il fatto”, attacca Ronconi. Il lavoratore ha quindi deciso di volere tutelare e si è rivolto alla Uilm per l’assistenza del caso, la quale ha conferito incarico allo studio legale Sintucci perché lo assista e tuteli in ogni  sede competente, sia civile che penale.

“Ci affidiamo con fiducia alla giustizia affinché valuti i comportamenti denunciati, ritenendo di non potere  accettare  atteggiamenti padronali, nella convinzione che chi è proprietario di una struttura che garantisce lavoro a moltissimi individui ha anche una grande responsabilità sociale e non è proprietario delle persone che in quel luogo lavorano; al contrario dovrebbe essere un esempio per messaggi di coesione e pace sociale. Auspichiamo quindi che la legittima iniziativa del lavoratore incontri una manifesta sensibilità della proprietà, attraverso quelle scuse fino ad oggi mai pronunciate”, conclude Ronconi.

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