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Lite tra il pubblico, S.Vittore e Carpena condannati alle porte chiuse: "Sanzione esagerata"

Una persona del pubblico ha incominciato ad insultare un calciatore in campo, apostrofando in malo modo sua madre che era anch'ella presente, ne è scaturita un'aggressione

Dopo il recente caso di Pasqua a Cesenatico, con uno spettatore che dalla zona del pubblico è sceso e ha picchiato un baby-arbitro di appena 16 anni durante un torneo giovanile di basket, la storia si ripete, questa volta su un campo di calcio di seconda categoria. Quando, infatti, non sono i giocatori in campo a dare il cattivo esempio, ci pensano le persone tra il pubblico a “violare” il codice della sportività.

Il fatto è avvenuto domenica scorsa nella partita tra ASD Carpena e Polisportiva San Vittore sul campo di Dovadola. Il match tra la squadra forlivese e quella cesenate ha avuto un brutto strascico ed ora non mancano le polemiche. Una persona del pubblico ha incominciato ad insultare un calciatore in campo, apostrofando in malo modo sua madre che era anch'ella presente tra il pubblico insieme all'altro figlio, fratello del calciatore, il quale ha risposto fino a scontrarsi con questa persona.

Ma in quei momenti c'è stata tensione, lo spiega Michele Conti, presidente del Carpena: "Specifico da prima che probabilmente il nostro sostenitore ha ecceduto con i toni rivolgendosi ad un giocatore della compagine opposta. Questo, però, non puo e non deve giustificare assolutamente l'aggressione a lui perpetrata da un sostenitore dell'altra squadra. Ho personalmente chiamato i carabinieri per denunciare tale aggressione insistendo poi con il sostenitore della mia squadra perché evitasse di sporgere formale querela".

Il diverbio è avvenuto a ridosso della recinzione del terreno di gioco e l'arbitro a seguito della distrazione che ciò stava comportando ha deciso di sospendere il gioco, che poi ha è ripreso di lì senza ulteriori intralci .Andrea Pullini, Vice Presidente della Polisportiva San Vittore esprime “deplorazione per ogni atto violento sia fisico che verbale” . Ma la sua critica non va tanto al brutto episodio che si è consumato fuori campo ma nei confronti del provvedimento del Giudice Sportivo della F.I.G.C. Comitato Forlì-Cesena, che ha qualificato l'episodio come "fatto grave", e ha comminato 500 euro di multa ad ogni società, con l'obbligo di giocare la prossima gara interna a porte chiuse: "Noi non disponiamo di stadi, le porte chiuse da noi vuol dire appassionati che per vedere la gara dei propri beniamini si devono aggrappare ad una rete o salire su un palo o su un albero”. Per Pullini si tratta di una “sanzione esagerata per un alterco tra due persone”.

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