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Sequestrati i conti correnti e "congelati" 3,6 milioni del Cesena

I sequestri preventivi della Guardia di Finanza per 11 milioni di euro rischiano di paralizzare l'attività anche dell'attuale dirigenza

I sequestri preventivi della Guardia di Finanza per 11 milioni di euro in totale, collegati alla presunta frode fiscale che farebbe capo all'ex presidente Igor Campedelli, rischiano di paralizzare l'attività anche dell'attuale dirigenza del Cesena Calcio, e in una fase delicatissima del campionato di serie B. Può sembrare un paradosso che l'attuale gestione di Giorgio Lugaresi si trovi a dover fronteggiare gli effetti causati dall'opaca gestione precedente, ma di fatto la società è sempre la stessa (la A.C. Cesena Spa) e quindi anch'essa è chiamata a rispondere delle somme che sarebbero venute meno, secondo le accuse, alla casse del fisco italiano attraverso il raggiro fiscale ipotizzato.

Per l'esattezza il Cesena è chiamato a garantire, tramite il sequestro, 3.670.407 euro. Ciò significa che nei 15 conti correnti e nei 7 depositi titoli intestati alla società calcistica si devono “congelare” immediatamente quelle somme. Questo sequestro, quindi, va a bloccare la liquidità del Cesena, necessaria per ogni spesa ordinaria. La Guardia di Finanza è in attesa delle risposte delle banche in cui si trovano tali rapporti, affinché indichino l'esatto ammontare di liquidità presente nelle casse. E' un'operazione che può prendere anche alcuni giorni. Per il momento, nella sola giornata di martedì, è stata posta sotto sequestro una somma effettiva di 600mila euro. Dai conti del Cesena sono sequestrabili potenzialmente altri 3 milioni di euro e se non si arriverà a tale tetto, lo Stato potrà rivalersi sui beni personali di Igor Campedelli.

Questi beni, a loro volta, non sono esenti dal sequestro. Il provvedimento del Gip di Forlì Luisa Del Bianco, impone, infatti, di “congelare” 733.136 euro di Igor Campedelli mediante il sequestro di un appartamento a Savignano e tre terreni agricoli di Cesena (effettivamente eseguito) e 6 tra conti correnti e conti deposito. Altra quota particolarmente elevata è quella da sequestrare all'imprenditore Potito Trovato, per un totale di 2.916.806 euro, coperti da un appartamento a Milano, due uffici a Rimini, 10 tra conti correnti e di deposito e due cassette di sicurezza. Maurizio Marin è chiamato con un sequestro del valore di 1.536.927 euro (da coprire con 6 conti correnti e di deposito) e Luca Mancini con una cifra di 1.260.056 euro (da coprire tramite il denaro presente in 40 conti correnti o di deposito e 4 cassette di sicurezza, oltre a due appartamenti a Cervia, 3 tra appartamenti e studi a Cesena e 10 terreni agricoli a Cesena. A Coclite Mastrorazio e alla società Double -T vengono posti sotto sequestro circa 300mila euro ed infine 30mila euro alla società Villa Turi.

> BLITZ DELLA FINANZA: 11 MILIONI DI EURO SEQUESTRATI

L'INDAGINE - L’attività investigativa, durata quasi due anni e conclusasi nel novembre del 2015, ipotizza un sodalizio tra il presidente di allora del Cesena Calcio Campedelli, quattro imprenditori e due commercialisti cesenati i quali, a vario titolo, abusando delle proprie specifiche posizioni “di fiducia” nonché - in alcuni casi - dei più alti incarichi dirigenziali all’interno del club calcistico, avrebbero posto in essere una serie di raggiri contabili ed amministrativi attraverso la predisposizione e l’utilizzo di documenti falsi finalizzati a procurarsi indebiti risparmi d’imposta ed alla creazione di “fondi neri” a discapito delle casse della A.C. Cesena S.p.A. Le accuse mosse riguardano i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento IVA, simulazione di reato, appropriazione indebita, riciclaggio e falso in bilancio.

E’ proprio al termine delle indagini eseguite dagli investigatori della Compagnia della Guardia di Finanza di Cesena che il procuratore capo Sottani aveva avanzato al Tribunale la proposta di sequestro preventivo finalizzata alla confisca per l'equivalente del presunto profitto indebito, al fine di scongiurare il rischio che gli indagati si spogliassero delle loro proprietà mobiliari e immobiliari, al fine di sottrarsi alla successiva azione di recupero delle tasse evase. Il giudice per le indagini preliminari Del Bianco ha accolto la richiesta del Procuratore e disposto il provvedimento di sequestro preventivo.

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