Il quarto lato di piazza del Popolo? "Una serra accessibile grande come un palazzo"

E' la proposta che viene da due progettisti cesenati, Ermanno Gianessi e Gabriele Rossi, che già in passato si erano cimentati con una possibile sistemazione urbanistica alternativa per le cosiddette “Tre piazze”

Il quarto lato di chiusura di piazza del Popolo? Perché non farci una sorta di serra accessibile al pubblico, grande come un palazzo? E' la proposta che viene da due progettisti cesenati, Ermanno Gianessi e Gabriele Rossi, che già in passato si erano cimentati con una possibile sistemazione urbanistica alternativa per le cosiddette “Tre piazze”, vale a dire l'area del centro tra la Biblioteca Malatestiana e Palazzo del Ridotto. E sempre sul centro storico, i due urbanisti intervengono con una nuova proposta, in questo caso inserendosi nel dibattito in corso per il cosiddetto 'quarto lato' di Piazza del Popolo, vale a dire la chiusura concettuale della principale piazza cittadina sul lato di viale Jacopo Mazzoni.

Gianessi e Rossi ricordano quindi “che fino alla fine dell’ 800 la piazza, pur non essendo sin d’allora baricentrica rispetto alla città, si trovava a ridosso di un ampio e popoloso quartiere, Borgo Chiesa Nuova, attraversato dalla via Emilia, che le si addossava a sud – ovest, ed era chiusa dalla porzione estrema del Borgo con un palazzo che ne costituiva il quarto lato. Nei primi decenni del ‘900, poi, con la costruzione del Ponte Nuovo e di Via Cesare Battisti, la Piazza finiva esclusa dal percorso fondamentale che la innervava: quella stessa Via Emilia di cui resta testimonianza nell’acciottolato che affianca ancor oggi Viale Mazzoni, il viale che è risultato da quello stravolgimento urbano. A seguito di tali avvenimenti Cesena si ritrova con il luogo maggiormente rappresentativo di identità storica, la piazza, completamente eccentrica rispetto al tessuto urbano e, per di più, tagliata fuori dai percorsi più vitali, marginale. Se si aggiunge, poi, che si tratta di una piazza anomala priva com’è di un lato, con larghezza che diminuisce via via che ci si allontana dal viale, si può ben mettere a fuoco il motivo della marginalità”.

“La difficile situazione economica e commerciale che investe tutto il centro storico di Cesena, come delle altre città italiane, completa il quadro; né si può pensare che una condizione così seriamente, strutturalmente, deteriorata possa trovare pieno ristoro nella programmazione di eventi saltuari. Là dove la Piazza, nel secolo scorso, terminava con una cortina muraria, è stata realizzata, qualche anno fa, una modesta aiuola verde con qualche albero ed arbusto, una sorta di “quarto lato” con l’intento di riproporre la tipica spazialità di una piazza delimitata su tutti quattro i lati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: modesti”, rilevano i due progettisti.

Quindi ecco la proposta dei due professionisti: “La nostra proposta? Una cortina verde, posta nella stessa posizione e delle stesse dimensioni del palazzo demolito alla fine del 19° secolo che, in più, replicata qualche metro più in là verso Viale Mazzoni, consenta di ricavare uno spazio protetto saturo di verde: una serra. Una serra accessibile, aperta al pubblico, in cui la gente possa entrare, sedersi, godere della vista della piazza attraverso aperture vetrate che hanno la stessa cadenza delle finestre dell’antico palazzo. Le due pareti verdi, quella verso la piazza e quella verso Viale Mazzoni, sono sostenute da una leggera struttura in acciaio e vetro all’interno della quale, su due livelli, il verde diventa protagonista in tutte le stagioni per una fruizione continua senza limiti”.

Ed ancora: “La Piazza è dominata, verso ovest, dal Torrione e dal Parco che, però, sono sostanzialmente isolati rispetto alla città, perché difficilmente accessibili; così proponiamo anche un ascensore, ancora in acciaio e vetro, che consenta di salire dalla piazza e dalla serra fino alla mura merlata subito al di là del torrione, allo scopo di consentire una facile fruibilità, oltre che del parco, di luoghi colmi di fascino e di storia che, oggi, non hanno quasi relazione con la città. Un verde attrezzato, quindi, che, per la particolare posizione può coniugare due importanti funzioni utili alla città: creare il quarto lato mancante alla Piazza e, allo stesso tempo, costituire l’ingresso a quel verde ben più significativo che, a partire dalla Piazza stessa, cinge l’intera Rocca”.

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