Gestione dei rifiuti, i 15 sindaci del cesenate stringono un patto

I 15 sindaci del comprensorio cesenate si apprestano a siglare un vero e proprio patto per portare avanti insieme politiche integrate per la gestione dei rifiuti

I 15 sindaci del comprensorio cesenate si apprestano a siglare un vero e proprio patto per portare avanti insieme politiche integrate per la gestione dei rifiuti. La firma del documento è fissata per venerdì, nel Palazzo comunale di Cesena: a darne notizia sono il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alle Politiche Ambientali Lia Montalti, con una lettera inviata ai capigruppo consiliari per informarli dell’importante appuntamento e sottoporre alla loro attenzione il testo che verrà sottoscritto, con l’invito di esprimere osservazioni e proposte.

“Attribuiamo grande valore a questo atto – sottolineano il Sindaco e l’Assessore Montalti – perché la firma di venerdì sancirà ufficialmente la volontà congiunta di  tutti i Comuni del Cesenate di affrontare  insieme il delicato tema della gestione dei rifiuti, identificando mete condivise e scegliendo di raggiungerli attraverso il ricorso a strumenti e strategie condivisi. Il testo che andremo a sottoscrivere è il frutto del confronto che negli ultimi mesi ha coinvolto le amministrazioni del territorio cesenate. L’avvio della riflessione ha preso le mosse dalla necessità di individuare gli elementi qualificanti per il nuovo affidamento del servizio, ma abbiamo allargato l’orizzonte  guardando avanti nel tempo e definendo obiettivi di grande respiro: vogliamo realizzare insieme il ‘distretto europeo della sostenibilità’, arrivando entro il 2030 al recupero del 100% dei rifiuti. E lavoreremo insieme anche per sviluppare politiche integrate nell’ambito della sostenibilità".

"Il Patto che sigleremo venerdì (e che ricalca come impostazione il Patto dei sindaci europei per le politiche energetiche, sottoscritto da Cesena nel 2009) traccia la road map per giungere a questo traguardo, che passa da quattro punti salienti: incentivare la riduzione dei rifiuti alla fonte (ad esempio, diffondendo il compostaggio domestico e incoraggiando la riduzione degli imballaggi); aumentare e migliorare la raccolta differenziata, puntando a toccare il 75% entro il 2016 e il 100% nel 2030; incentivare lo sviluppo di una filiera del riciclo locale in collaborazione con aziende del territorio; stimolare progetti di riuso e recupero - continuano Lucchi e Montalti -. Per realizzare questi obiettivi è stata messa a fuoco una serie di proposte concrete,  a cominciare proprio dalle linee da seguire per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’orientamento è quello di ricorrere a una gara europea (che salvaguardi comunque le specificità dei territori e sviluppi politiche integrate) da avviare entro la fine del 2013: il documento suggerisce la possibilità di cogliere l’occasione del nuovo affidamento per estendere anche nel comprensorio il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta misto (raccolta domiciliare di organico ed indifferenziato) già sperimentato a Cesena nel quartiere Oltresavio. E sono già in corso contatti anche con Rimini e Ravenna con l’intento di definire una procedura comune, in un’ottica di economie di scala, pur mantenendo le specificità dei servizi definite dai territori”.

Le proposte di lavoro contenute nel documento si focalizzano su alcuni punti salienti. In primo piano viene messa l’esigenza di  un servizio più efficiente, ispirato all'equità tariffaria, che incentivi lo sviluppo del territorio e che sia trasparente verso i cittadini. Per ottenere questo risultato si propone, fra le altre cose, di inserire nel piano d’ambito e poi nella gara alcuni elementi qualificanti come: la previsione di una percentuale obbligata di raccolta differenziata, con step di miglioramento progressivo nel periodo 2014-2030; l’inserimento di criteri che agevolino il coinvolgimento di aziende del territorio nello sviluppo del servizio e nella parte di filiera; l’attenzione al sociale prevedendo già nella gara le modalità di coinvolgimento delle cooperative sociali del territorio; la definizione di meccanismi di controllo da parte dei Comuni e regole di contenimento tariffario ispirate all'obiettivo dell'equità tariffaria e della Tariffa Puntuale; lo sviluppo filiera della raccolta differenziata locale ponendo come criterio nella gara che vengano fatti investimenti specifici e coinvolte aziende locali anche nella filiera del riciclo (sull’esempio di quello che si è realizzato con Romagna Compost).

La scelta di procedere con una gara europea aperta discende direttamente dalla volontà di dare spazio al principio di concorrenza e trasparenza nell’assegnazione del servizio. Lo stesso principio di trasparenza dovrà essere portato avanti nella condivisione con i cittadini delle scelte da attuare, e per questo si pensa di estendere a tutto il comprensorio l’attività de Comitato Utenti istituito dal Comune di Cesena. Da un punto di vista organizzativo, la condivisione delle strategie di intervento dovrà tradursi in un maggiore coordinamento sia politico che tecnico a livello comprensoriale,  per la definizione congiunta degli indirizzi e la gestione dei rapporti sia con il gestore sia con Atersir.

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Non solo: sarà costituito un nucleo specifico che svolga una costante attività di controllo del servizio  e che al tempo stesso si impegni a sostenere lo sviluppo sul territorio di progetti innovativi per il riuso e recupero, l’implementazione della filiera del riciclo, ecc. Il finanziamento di queste attività, che possono rappresentare un’interessante opportunità di crescita economica del territorio, dovrebbe avvenire grazie all’accantonamento di una di una piccola quota (0,5%) della Tares complessiva del comprensorio. Infine, lo sguardo delle Amministrazioni coinvolte si allarga all’intero ambito della sostenibilità ambientale, puntando a integrare le politiche territoriali dei rifiuti con le politiche  energetiche, anche attraverso l’elaborazione comune di un sistema di ricerca di finanziamenti europei.

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