Fondazione Carisp: approva il Documento Programmatico Previsionale 2018

Il presidente ha illustrato come, nei prossimi mesi, "la Fondazione raggiungerà l’obiettivo che si era prefissata dell’azzeramento"

L’assemblea dei soci della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, che si è riunita sabato mattina nella sede di Corso Garibaldi 18, ha espresso parere favorevole al Documento Programmatico Previsionale per l’esercizio 2018, predisposto dal consiglio d'amministrazione e già approvato dal Consiglio Generale. I soci hanno inoltre designato l’ingegner Paolino Batani come componente del Consiglio Generale, organo di indirizzo della Fondazione, per il mandato 2017-2020. Il presidente Guido Pedrelli ha illustrato la situazione economico-finanziaria della Fondazione e illustrata l’attività dedicata prioritariamente alle iniziative finalizzate a mettere in sicurezza i conti dell’Ente, penalizzati dalle vicende della Cassa di Risparmio, in termini sia di consistenza del patrimonio sia di reddito, con una importante puntualizzazione: alla data non sono note le modalità e gli effetti, per tutti gli azionisti, dell’aggregazione di Carisp Cesena al Gruppo Bancario Credit Agricole-Cariparma.

"Non è quindi possibile, oggi, formulare ipotesi certe sulle prospettive di ricavi da dividendi della partecipazione bancaria quanto meno nel breve termine e sul trattamento dei warrant in possesso degli azionisti", è stato spiegato. Il presidente ha illustrato come, nei prossimi mesi, "la Fondazione raggiungerà l’obiettivo che si era prefissata dell’azzeramento, attraverso la cessione di cespiti patrimoniali, del debito bancario, finalità primaria imposta dalla normativa che regola la vita delle Fondazioni di origine bancaria, e condizione indispensabile per progettare un ruolo sul territorio e adeguarlo alla nuova situazione economica".

"Nonostante la difficile e incerta contingenza economica, la Fondazione prevede di sostenere alcuni interventi nei settori di riferimento (Educazione, istruzione e formazione;vVolontariato; ricerca scientifica; assistenza agli anziani; sviluppo locale; arte, attività e beni culturali; Salute pubblica; Attività sportiva), di cui si possono individuare quattro macro aree di azione  prioritaria:  Sociale, cultura, istruzione e sviluppo locale - ha aggiunto Pedrelli -.  In questi ambiti saranno messi a fuoco interventi che valorizzino le potenzialità aggreganti della Fondazione attraverso la cooperazione tra più soggetti".

"Altra importante iniziativa alla quale la Fondazione sta lavorando da oltre un anno riguarda il settecentesco Palazzo OIR, di sua proprietà: il progetto prevede la donazione al Comune che, una volta ristrutturato con fondi pubblici, lo adibirà a pinacoteca cittadina (finalità alla quale è vincolato), assumendosi le spese di gestione - ha rimarcato Pedrelli -. La Collezione dei dipinti antichi della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena potrebbe quindi trovare adeguata sede ed essere ulteriormente valorizzata nel Palazzo OIR, dove potrà essere oggetto di ampia fruizione e rappresentare un ulteriore, importante punto di attrazione per il turismo culturale nel Cesenate. La recente visita a Cesena alla Collezione dei dipinti da parte del Ministro per i beni culturali Dario Franceschini, cui il progetto è stato ulteriormente illustrato, fa ben sperare".

"Un altro importante intervento della Fondazione riguarda il completamento del Campus universitario di Cesena, per cui era stato prevista la necessità di un finanziamento pari a circa 12 milioni di euro - è stato rimarcato -. E’ stato firmato un Protocollo di Intesa per lo sviluppo dell’area denominata “Ex Zuccherificio” nel quale, oltre all’impegno dell’Università, del Comune di Cesena e di Ser.In.Ar. per il completamento del Campus Universitario, la Fondazione ha accettato di destinare la propria quota di riduzione del capitale sociale della partecipata Ser.In.Ar. a   titolo  di  co-finanziamento dei lavori di completamento. Attualmente è in corso di ultimazione il primo degli edifici, destinato ad ospitare Ingegneria e Architettura, del quale la Fondazione ha finanziato il progetto dell’arch. Vittorio Gregotti". 

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