Demolizione ristorante Tevere, il Vikingo minaccia di darsi fuoco

E' ormai un caso nazionale la demolizione del ristorante Tevere sul Montefumaiolo. In attesa dell'arrivo delle ruspe, la struttura è continuamente presidiata da Davide Fabbri, meglio conosciuto come il "Vikingo"

Il Wikingo

E' ormai un caso nazionale la demolizione dIsposta dalla Regione del ristorante Tevere sul Montefumaiolo. In attesa dell'arrivo delle ruspe, la struttura è continuamente presidiata da Davide Fabbri, meglio conosciuto come il "Vikingo", che ha deciso di schierarsi a fianco dell'imprenditore Samuele Ceredi, il proprietario del suddetto ristorante. Fabbri il 3 gennaio scorso si è incatenato con Ceredi davanti al Quirinale ed ora si è detto "pronto anche al gesto estremo contro l'ingiustizia e il menefreghismo di chi dovrebbe tutelare il cittadino".

"Il ristorante è un locale storico posizionato a 100 metri dalla sorgente del Tevere e che da anni subisce ogni sorta di angheria e sopruso e alla conoscenza dei fatti ho deciso di dire basta - esordisce Fabbri -. C'è un pò di neve e fa freddo, ma da buon pirata e combattente non me ne curo, perchè ho ho deciso di lottare fino alla fine per difendere questo sito esistente da 80 anni, esattamente dal 1943 e dal 1950 di proprietà della famiglia Ceredi".

Il "Vikingo" ricorda che da bambino tutte l'estati partivo con mio nonno per visitare la sorgente del fiume, Lui mi raccontava di quando ci veniva con lo Zio Benito Mussolini che aveva voluto la sorgente fosse in Romagna, spostando leggermente il confine dalla Toscana e mi mostrava la colonna, sovrastata da una splendida aquila romana, accanto alla sorgente. "Dove nasce il fiume sacro a Roma e che la fece grande",  è scritto sulla colonna eretta da nostro Zio. Ho sempre considerato il Tevere un fiume sacro non solo per noi italiani ma per tutta la cultura occidentale nata dal tradizione greco/romana".

"Ed oggi, in nome del Tevere che potrebbe esondare da qui ai prossimi 200 anni, questa è la motivazione per la distruzione del sito, la pubblica amministrazione, ha deciso l'abbattimento del ristornta dove sono a presidio - continua Fabbri -. E' vergognoso come questi burocrati, con questa assurda bugia, (sicuramente fa comodo a qualcuno mettere in giro), abbiano con superficialità e negligenza firmato documenti per l'abbattimento di tale azienda. Anche gli operatori di Mediaset che con le telecamere hanno ripreso i vari punti in cui il piccolo Tevere attraversa il suddetto ristorante, sono rimasti sorpresi nel vedere come nei fatti nessun pericolo è presente, è come dire che una valanga travolga la cima del monte, una cosa contraria a ogni legge fisica e di gravità. Con questa assurda scusante, nel 2005 all'imprenditore Samuele Ceredi è stata revocata la concessione demaniale, dopo 50 anni attività, tasse pagate e messa in regola di ogni servizio; per questo abbiamo da tutta Italia, il sostegno di tanti proprietari di stabilimenti balneari che potrebbero essere con futili motivi le prossime vittime".

Neve permettendo si attende l'arrivo delle ruspe per la giornata di mercoledì: "Dove non è riuscito il terremoto ci pensa la pubblica amministrazione - tuona Fabbri -. Ma non sarà gioco facile, con i miei pirati e piratesse del Movimento Pirata Lavoro e Rispetto siamo  pronti ad accoglierla e qui sul Tevere la pubblica amministrazione non passerà! Ho con me, come "ultima cartuccia" una piccola, ma sufficente, tanica di benzina; non certo per recare danno al prossimo, ma di certo per fermare questa ingiustizia sono anche pronto a darmi fuoco. Mi sento come un uomo del Risorgimento, come un partigiano e qui sul monte Fumaiolo sono pronto ad immolarmi in nome della Giustizia".

"Penso ai tanti caduti che conoscevo e non sono riuscito ad aiutare: Angelo di Carlo di Forlì, Sabrina Blotti di Cesena, Sandra Lunardini di MilanoMarittima, non sarò quindi ne il primo nè l'ultimo a cadere, ed una cosa è certa Samuele Ceredi non sarà la prossima vittima, la pubblica amministrazione non passerà", conclude il Vikingo.

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