Coronavirus e stagione estiva, Bonaccini: "Niente gabbie plexiglass in spiaggia"

Questa la ricetta del governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenuto lunedì mattina a Rainews24, in merito all'imminente stagione estiva

"Noi pensiamo a spiagge che non vedano i plexiglass, perche' quella non puo' essere la risposta". Al contrario servono "ombrelloni distanziati, molto piu' di oggi", e "uno steward in ogni stabilimento per dare una mano a contenere le distanze e aiutare coi dispositivi di protezione". Questa la ricetta del governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenuto lunedì mattina a Rainews24, in merito all'imminente stagione estiva.

Quanto al mangiare, ha aggiunto Bonaccini, "il servizio puo' essere fatto direttamente in ogni ombrellone e, negli alberghi, in ogni camera o terrazza dove si puo' mangiare, senza mettere le persone tutte insieme". In altre parole, ha proseguito il presidente, anche nel turismo "potremo via via ripartire se lo faremo con la testa sulle spalle. E' evidente che pero' servono molte risorse, perche' quello e' il settore tra i piu' colpiti e che rischia di piu'". Anche per questo, ha mandato a dire Bonaccini, "spero che presto venga attuato quello che Franceschini ha definito un bonus vacanze per le famiglie, da spendere solo nelle strutture ricettive di questo Paese per far ripartire il turismo".

L'Emilia-Romagna, ha assicurato il governatore, si sta preparando. "E' gia' pronto un protocollo insieme a tutte le associazioni del turismo e alberghiere. E' evidente che il turismo importa persone e quindi il problema c'e'. Pero' e' anche vero che c'e' un turismo prevalentemente nazionale e in questo caso ci potrebbe avvantaggiare".

Ripartenza

In Emilia-Romagna "siamo pronti a partire il 27 aprile", ha invece sottolineato a Rainews24, confermando l'intenzione della Regione di anticipare la fine del lockdown fissata dal Governo per il 4 maggio. "Abbiamo detto al Governo che in Emilia-Romagna siamo pronti a partire anche il 27 di aprile", ha dichiarato Bonaccini, citando in particolare le imprese del manifatturiero legate all'export, come l'automotive, e i cantieri per le opere pubbliche. Ma come garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro? "Io penso - ha suggerito il presidente - che in ogni fabbrica, per legge, ci dovra' essere qualcuno che avra' la responsabilita' di rispondere sul tema del distanziamento sociale".

 Per poter uscire dal lockdown, sottolinea il presidente, occorre affrontare da un lato "il tema del distanziamento sociale all'interno delle imprese e dei luoghi di lavoro" e dall'altro "il tema della mobilita'". Per questo, ha sottolineato Bonaccini, "dovremo rivedere insieme ai sindaci gli orari delle citta' e lo scaglionamento" delle attivita'. Lunedì intanto "avremo un incontro col Governo per discutere di 'Application'-  ha illustrato il presidente- una app per capire quali effetti puo' produrre nel controllo dei cittadini, seppur immagino su base volontaria". 

Scuole e centri estivi

"Le scuole per ora non possono riaprire - ha evidenziato -, perche' sono uno di quei luoghi di tale assembramento che rischierebbero di creare ulteriori problemi", almeno fino a quando "non ci sara' dato il via libera dal punto di vista scientifico e sanitario". Lo stesso presidente, pero', ha evidenziato che "il bisogno di socialita' dei bambini e' necessario. E io credo che, a partire dai prossimi centri estivi, bisogna iniziare a capire come fare e ritornare a prendere una boccata d'aria". In questo contesto, ha aggiunto Bonaccini, "i sostegni alle famiglie servono assolutamente. Il Gobverno alcuni li ha messi e le Regioni, a partire dalla mia, li vogliono mettere. Credo sia un tema che vada affrontato, perche' non ne sta parlando nessuno".

Mascherine

Bonaccini è intervenuto domenica anche a "Non e' la D'Urso" su Canale 5, parlando di mascherine. Se sono considerate indispensabili, "il Governo dica che sono obbligatorie e si mettano sanzioni per chi non le usa. Ma si lavori perche' le persone possano trovarle". Il governatore è tornato a chiedere nel suo intervento "linee guida nazionali" per la fase 2, norme valide in tutto il paese per "ripartire con qualcosa" nei prossimi giorni, ma in condizioni di sicurezza. A questo proposito il riferimento per il presidente Emilia-Romagna sono sempre quelle imprese del settore agroalimentare che durante il lockdown hanno continuato a funzionare. "Se in queste settimane il contagio per fortuna sta calando, come accessi al Pronto soccorso e ricoveri nelle terapie intensive, è perchè le misure restrittive hanno funzionato, anzi sono state decisive. Ma in alcuni di quei luoghi di lavoro - ha evidenziato - si sono prese misure cosi' importanti e serie che quei luoghi sembrano persino piu' sicuri di quando si va a fare la fila al supermercato".

Proprio sull'uso delle mascherine, la Lega chiede l'obbligo sugli autobus e nei luoghi pubblici. In Emilia-Romagna, hanno richiamato gli esponenti del Carrocio, "sta terminando la distribuzione dei tre milioni di mascherine protettive da parte della Protezione civile e alcuni Comuni avrebbero acquisito ulteriori dispositivi per i propri cittadini". Per questo motivo la Lega chiede alla Giunta Bonaccini "quando si potra' ritenere acquisita per l'Emilia-Romagna una dotazione strutturale di mascherine" e quando verra' previsto "l'obbligo di indossarle al di fuori degli ambiti familiari o perlomeno ai clienti degli esercizi commerciali e da parte di chi viaggi sui mezzi pubblici".

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