Coronavirus e lavoro, i sindaci e le associazioni scrivono a Regione e Governo: "Snellite la burocrazia"

L'appello dei primi cittadini e associazioni del Cesenate lanciano: "Va aiutato il sistema imprenditoriale, la burocrazia va snellita per mantenere in vita le imprese"

La gestione della ripresa economica diventa sempre più intensa e sta impegnando le Amministrazioni comunali del Cesenate e le Associazioni di categoria della Romagna in un lavoro congiunto per concordare ogni azione utile a sostenere il mondo delle imprese. Tra i vari interventi prioritari emerge quello dello snellimento delle procedure burocratiche, “bollato” da tutte le parti quale uno degli ostacoli più gravosi e pesanti per il sistema imprenditoriale e che oggi diventa ancor più urgente da risolvere per mantenere in vita le imprese.

È su queste basi che i Sindaci dei Comuni del territorio cesenate (Bagno di Romagna, Borghi, Cesena, Cesenatico, Gambettola, Gatteo, Longiano, Mercato Saraceno, Roncofreddo, San Mauro, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Sogliano al Rubicone e di Verghereto) e le Associazioni categoria (Confesercenti, Confcommercio, CNA e Confartigianato) hanno presentato una richiesta unitaria e chiara per chiedere al Governo e alla Regione un intervento urgente per consentire alle Amministrazioni locali di poter superare le procedure e competenze vigenti.

“Così come la crisi sanitaria ha giustificato interventi di rango straordinario, che sono arrivati a sospendere attività e isolare cittadini – scrivono i Sindaci e le Associazioni – riteniamo che la crisi economica conseguente sia tale da giustificare interventi altrettanto straordinari per agevolare la ripartenza del sistema paese, fanno notare Sindaci e parti imprenditoriali. In qualità di Sindaci e di rappresentanti di Associazioni di categoria siamo costantemente impegnati – e ora più che mai – a creare tutte quelle le condizioni che consentano ad imprenditori e lavoratori autonomi di mantenere in vita le proprie attività, nella consapevolezza e convinzione che il settore imprenditoriale sia uno dei pilastri della tenuta del tessuto sociale ed economico delle Comunità che rappresentiamo, così come della Nazione, oltreché presidio di servizi e attività intorno ai quali ruota la vita stessa dei centri abitati”. Sono due le azioni da attuare nell’immediato: se da una parte è chiaro il bisogno imminente di un sostegno economico, che le Amministrazioni cercano di attuare con misure che impegnano pesantemente i bilanci comunali, dall’altra emerge la necessità di semplificare e velocizzare ogni tipo di procedura, partendo da quelle di competenza degli apparati istituzionali.

“Su quest’ultimo aspetto – proseguono Amministratori e rappresentanti delle Associazioni di categoria – ci vogliamo soffermare per chiedere un vostro immediato, concreto e coraggioso intervento al fine di poter riconoscere alle Amministrazioni comunali, quali enti istituzionali più prossimi al territorio, quegli strumenti utili e necessari a sostenere in vita i nostri imprenditori”.

Per il settore del commercio, il primo tra questi riguarda la necessità di procedere in via autonoma e semplificata al riconoscimento di occupazioni temporanee agli operatori commerciali situati nei centri dei nostri borghi abitati con possibilità di nuove collocazioni, o ampliamento di quelle esistenti, nelle aree pubbliche esterne ai propri locali di arredi urbani utili a recuperare posti e spazi che non sono più fruibili all’interno dei locali stessi. È un tema di fondamentale importanza nell’ambito della ripresa delle attività, per il quale tuttavia le Amministrazioni riscontrano la difficoltà di dover affrontare procedure burocratiche complesse che richiedono il coinvolgimento di Enti terzi, prime fra tutte le Soprintendenze, le quali, senza indirizzi chiari da parte dei Ministeri, non hanno strumenti per permettere di raggiungere questo obiettivo.
“Non è un caso, infatti, che nello stesso momento in cui abbiamo iniziato ad ipotizzare un simile intervento, abbiamo ricevuto una nota della Soprintendenza di Ravenna che, seppur manifestando intendimenti collaborativi, fa presente la titolarità della competenza in materia ed il dovere di affrontare le consuete procedure vigenti, ciò che comporterebbe ritardi temporali e limiti di applicazione che svanirebbero in origine ogni utilità pratica”.

È su queste basi che Sindaci e Associazioni chiedono al Governo e alla Regione un intervento urgente per consentire alle Amministrazioni locali di poter superare le procedure e competenze vigenti in materia di occupazioni temporanee di suolo pubblico, che ha il proprio fondamento nella situazione di straordinaria emergenza economica in cui ci troviamo proiettati.

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