Cesena in lutto, è morto Gianpiero Giordani: fu tra gli ideatori del Festival del Cibo di Strada

A ricordarlo anche il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi: "Ci ha lasciati un uomo speciale. A lui, alla sua inventiva e capacità relazionale, dobbiamo tante manifestazioni di valorizzazione dei nostri prodotti enogastronomici"

E' morto giovedì sera, a soli 62 anni, Giampiero Giordani, funzionario della Confesercenti Cesenate, figura storica di Slow Food, organizzatore e ideatore di tanti eventi gastronomici e culturali che hanno portato Cesena all'attenzione dei media internazionale, come lo "Sposalizio della piadina" o il "Festival del cibo di strada". Come nelle foto degli eventi che organizzava, in cui era sempre in seconda fila per lasciare il posto d'onore agli altri, anche nella vita a Giampiero Giordani piaceva organizzare ma non apparire.  Curioso, socievole, attento alle tradizioni, all'autenticità come valore assoluto, era un sostenitore accanito e convinto dei presidi slow food, quando ancora non andavano di moda. Amico di Carlo Petrini ha sempre lavorato e fatto rete per proteggere e valorizzare i prodotti del nostro territorio che, nel tritatutto contemporaneo, rischiano di essere  dimenticati. Da ricordare, infatti, la sua battaglia per il riconoscimento della piadina artigianale, quella che si mangia nei chioschi cesenati, l'unica e vera piadina; per la pera cocomerina dell'Alto Savio, per la mora romagnola, per valorizzare e far conoscere in tutta Italia un dolce tipico di Mercato Saraceno, il porcospino. 

Il ricordo della sua Confesercenti: "Ci mancherai, lasci un grande vuoto"


E proprio a Mercato Saraceno e tutta la vallata del Savio, Giampiero Giordani era molto legato. Orgoglioso di esserci nato, ci viveva con la moglie Donatella e la figlia Beatrice, i suoi amici veri erano lì, e di quella vallata conosceva ogni angolo sperduto che avesse un prodotto o una curiosità da valorizzare e proteggere. 


Alla fine del 2000 ebbe un'intuizione straordinaria che lo portò a mettere insieme tutti i produttori italiani di cibo di strada, il cibo più popolare mai esistito, quello che sfama senza troppe formalità ma che bada alla sostanza. Nessuno aveva mai pensato prima a organizzare un evento così originale e unico. Nacque così il "Festival del Cibo di strada" un appuntamento che, sebbene possa non piacere a qualche snob culturale, ma in questi anni è riuscito a portare a Cesena più turisti di quelli che porta la Biblioteca Malatestiana.Grazie alla facilità dei rapporti sociali e la sua caparbietà Giampiero riuscì a convincere i protagonisti della cucina di strada più importanti e seri d'Italia (da Leonardo Torrini, Trippaio di Gavinana a Firenze a Fabio Conticello, della Antica Focacceria San Francesco di Palermo, per citarne solo qualcuno),  diventando prima di tutto un loro amico, poi un organizzatore. Tutti qui, tutti a Cesena, per un evento unico dove il cibo metteva in mostra tutto il suo valore culturale, antropologico. 


Il Festival del Cibo di strada è stato copiato e clonato da tutti dopo essere nato a Cesena, e questa cosa, nonostante potesse essere fonte di orgoglio, ha sempre fatto molto arrabbiare Giampiero che, davanti ai festival di food truck o cucina di strada che ormai abbondano in ogni parte d'Italia, ricordava e precisava sempre come tutto fosse iniziato da qui. 


Giampiero, che ha combattuto per mesi, con la stessa discrezione e riservatezza con cui ha vissuto, una malattia che non gli ha dato scampo, lascia un vuoto enorme a Cesena, nella Confesecenti, in Slow Food, e in tutto il mondo che organizza eventi e scrive di gastronomia. Mancherà moltissimo. 

I funerale si terrà martedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Mercato Saraceno, in piazza Mazzini. Per l'ultimo omaggio il feretro sarà all'obitorio dell'ospedale Bufalini di Cesena a partire dalle 16 di sabato.

Il ricordo del sindaco Lucchi

"Ci ha lasciati un uomo speciale. A lui, alla sua inventiva e capacità relazionale, dobbiamo tante manifestazioni di valorizzazione dei nostri prodotti enogastronomici ma, soprattutto, una passione per il territorio, i suoi prodotti, le donne e gli uomini che li tutelano, che ne hanno fatto un uomo fondamentale per l’identità del cesenate. Basti solo pensare a cosa significhi per la città di Cesena il successo del “Festival Internazionale del cibo di strada”, che si tiene nella prima settimana di ottobre, ed al fatto che l’intuizione che nel 2000 - partendo dal prodotto più “nostro”, la piadina - portò prima a sognarlo e poi a realizzarlo (con tutte le variabile di questi anni, che lo hanno fatto crescere continuamente, facendone un format imitato senza successo da tanti ed invidiato da tutti), si deve a lui ed a Renato Salvo. Ma è stata la voglia di fare di Gianpiero a consentirne lo sviluppo continuo, grazie alla cura di ogni particolare, affiancata dalla creatività evidenziata in tante altre iniziative tutte profondamente “made in Cesena”, come “Piadina d’autore” e “Lo sposalizio della piadina”, che spesso sintetizzano pezzi di arte, cultura, gastronomia del nostro territorio" ha ricordato il sindaco.

"Così come a lui dobbiamo l’impegno a creare un presidio Slow Food nel cesenate, sin da quando ancora Slow Food non era l’Associazione riconosciuta di oggi, ma solo un’intuizione strepitosa di Carlin Petrini e pochi altri. A “Gianpi” volevo bene, poiché la sua dolcezza, affiancata ad un’ironia indistruttibile, ne hanno sempre fatto un uomo con il quale era piacevole stare. Mancherà a tanti, con quel sorriso dolce e scanzonato che nascondeva una volontà di ferro.  Alla moglie Donatella ed alla figlia Beatrice, le condoglianze di tutti i cesenati" ha detto Lucchi.

Anche Bagno di Romagna ricorda Gianpiero

"La morte di Gianpiero mi rattrista molto e così anche ai ragazzi della mia Giunta. Gianpiero era diventato un amico oltre che uno stimato collaboratore nell'ambito dell'organizzazione di varie iniziative. Insieme a lui abbiamo avviato l'anteprima del Festival Internazionale del cibo di strada a Bagno di Romagna, che ha avuto molto successo" ha detto il sindaco di Bagno, Marco Baccini.

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