Sterminata collezione della Cesena che fu, dal benzinaio in piazza della Libertà al gregge sul Savio

La più vecchia risale al 1899, quando piazza del Popolo si chiamava ancora piazza Vittorio Emanuele. Poi ci sono quelle con gli auguri dalla Riviera

Solo della città di Cesena ne ha più di 2500. La più vecchia risale al 1899, quando piazza del Popolo si chiamava ancora piazza Vittorio Emanuele. Poi ci sono quelle con gli auguri dalla Riviera, gli auguri di Buon Natale e  di Pasqua. E' la collezione sterminata di cartoline di Fausto Rossi, ex professore di applicazione tecniche con la passione per la storia locale. Quando sfoglia i raccoglitori, custoditi con grande cura e attenzione, e racconta di quante ore ha trascorso a cercare i pezzi migliori nelle valigie di chi sgombera le cantine, lascia trasparire un legittimo moto d'orgoglio per i suoi piccoli tesori, preziose testimonianze storiche della nostra città. 

E il fatto è che ognuna racconta qualcosa di diverso, un momento particolare di Cesena. C'è quella del 1934 che lascia intravedere davanti all'attuale piazza della Libertà, dove ora c'è una tabaccheria, una pompa di benzina. Un piccolo attrezzo con la scritta Shell, grande in tutto un metro per un metro, nulla a che fare con le nostre aree di rifornimento attuali. Ce n'è un'altra del 1955 con una galleria Oir strapiena di gente, forse lì per l'ora della passeggiata a dimostrazione di come fosse vissuta quella zona della città, a differenza di oggi. L'attuale area davanti al Duomo, oggi piazza Giovanni Paolo II, un tempo si chiamava piazza Concordia e c'era la sede imponente della Banca d'Italia. Al posto del palazzo che fa angolo e in cui oggi si trova la libreria Giunti c'era un portico. 

Un altro scorcio di Cesena impensabile è quello di via Gaspare Finali nel 1915, praticamente vuota, anzi con un unico carro trainato dai buoi.  Bellissime e particolari anche le cartoline risalenti ai primi anni del '900 che ritraggono il Ponte Vecchio da varie angolature ma quasi tutte con gruppi di donne che lavano i panni nel Savio o addirittura con un gregge di pecore e il relativo pastore col bastone. Eppoi ancora quelle del 1901 con una bellissima Fontana Masini, recintata. Sì con una piccola inferriata ma alta che la proteggeva da chi avesse osato mettersi a sedere, lavarsi, sporcarla  oppure appendervi dei tiranti. Foto delle scuole professionali, dell'Arrigoni e dell'Ex Zuccherificio, testimonianza di un'Italia con tanta voglia di dimostrare la parte più produttiva della società. Ogni tanto farebbe bene a tutti (grandi e piccini) guardare, anche attraverso una cartolina, com'eravamo, da dove veniamo e cosa abbiamo fatto. Documenti preziosi che, invitandoci a riflettere, possono raccontarci molto su quello siamo diventati oggi.

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