Chirurgia ridimensionata? "No, garantito il servizio"

Si diffondono i timori per un possibile depotenziamento della chirurgia all'ospedale di Cesena. Arriva la risposta dell'Ausl di Cesena, che in sostanza parla di integrazioni e rimodulazioni

Si diffondono i timori per un possibile depotenziamento della chirurgia all'ospedale di Cesena. Per far fronte alle preoccupazioni arriva la risposta dell'Ausl di Cesena, che in sostanza parla di integrazioni e rimodulazioni del servizio dovute al blocco del turn-over che fa diminuire il personale: “Il nuovo assetto ha consentito di affrontare anche  le conseguenze del blocco del turn over senza penalizzare l’attività chirurgica. Infatti il numero delle sedute operatorie è stato mantenuto inalterato”.

Questo il riassetto completato a luglio 2011. Sono state definite  due distinte aree, secondo il modello dell’intensità di cura: la Chirurgia Generale e d’Urgenza, ad alta complessità e intensità di cura  e la Degenza Breve/Day Surgery, a bassa/media complessità di cura e intensità assistenziale.
La Chirurgia Generale e d’Urgenza, area ad elevata intensità, è stata riorientata al trattamento delle patologie neoplastiche più complesse e del trauma lasciando alla struttura semplice di degenza breve e day surgery il trattamento delle patologie benigne e della senologia.

Spiega una nota dell'Ausl: “Quest’ultima attività, a media complessità di cura, è stata potenziata e qualificata  aumentando le sedute operatorie settimanali e definendo un percorso multidisciplinare attraverso la collaborazione dei nostri professionisti con i colleghi dell’IRST. Un recupero di qualità ed efficienza, inoltre, è stato ottenuto attraverso il potenziamento delle sinergie in ambito provinciale.  Da anni la Chirurgia vascolare condivide il percorso clinico con l’Ospedale di Forlì, assicurando una funzione essenziale per Cesena.  Per l’attività di Chirurgia Toracica, a seguito del pensionamento del primario di Cesena, è stata avviata, da ottobre 2011, una collaborazione che assicura la consulenza presso il Bufalini del primario di chirurgia toracica di Forlì Dell’Amore,  per la preparazione dei pazienti di Cesena, che saranno operati presso l’ospedale Pierantoni e nuovamente seguiti per la fase  post operatoria a Cesena. Invece, mentre in un’ottica di consolidamento del Trauma center, a Cesena, come previsto dal PAL, saranno attivate nuove competenze come ad esempio la Chirurgia plastica”.

Restano costanti i numeri degli interventi: “Dall'analisi dei dati, l’unico uscita fuori città di malati che si registra, in particolare per la chirurgia minore, è strettamente legato alla lista d’attesa, che è per altro indicatore indiretto di un alto  grado di fiducia dell’utenza nei confronti delle strutture.  Tra l’altro la attività chirurgica riconosce un import di pazienti anche da fuori regione, che compensa l’export dovuto alla lista d’attesa. Questa analisi è confermata dal miglioramento dell’indice di dipendenza, passato dal 74% del 2009 al 75% del 2010, che è l’indicatore più fedele di misurazione del soddisfacimento della domanda della popolazione residente. L’indice di dipendenza è il rapporto tra i pazienti residenti trattati dalle strutture di Cesena e il totale complessivo dei pazienti residenti trattati sia in ambito pubblico che privato a livello regionale”.

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Insomma, meglio spostarsi di qualche chilometro per avere cure specializzate: “La centralità del paziente è certamente un valore da perseguire, ma è altrettanto importante spiegare ai cittadini che per avere servizi di qualità e più sicuri è meglio, per le attività sanitarie che non sono di base, spostarsi di qualche chilometro per ottenere il servizio migliore. In questa ottica va letto il processo di integrazione con l’ospedale di Forlì, che evita ridondanze e consente di disporre di ospedali più sicuri e di maggiori risorse per i servizi, anche se questi in certi casi sono un po’ più lontani da casa”.

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