Domenica, visite straordinarie alla Pieve di Monte Sorbo

Sarà possibile partecipare alle visite guidate in cui saranno descritti i lavori di restauro da poco terminati e la storia dell'antica pieve

foto Riciputi

Visite guidate straordinarie, domenica 20 maggio, dalle 15,30 alle 19, alla pieve di Monte Sorbo. Sarà possibile partecipare alle visite guidate in cui saranno descritti i lavori di restauro da poco terminati e la storia dell’antica pieve. Domenica scorsa, nonostante il maltempo, circa 150 persone hanno partecipato alle visite guidate.

"Quel che si vede è in rapporto di uno a dieci", ha sottolineato Marino Mengozzi, direttore dell’ufficio arte sacra della Diocesi di Cesena-Sarsina il giorno dell’inaugurazione, facendo comprendere la ricchezza di un luogo che nei secoli è stato un punto di riferimento per la gente del posto e i pellegrini in transito verso Roma. Quindi non solo arte, ma anche storia e soprattutto fede. Le pietre e i reperti sono la testimonianza della trasmissione dell’esperienza cristiana vissuta nella valle da almeno 1500 anni e giunta fino a noi, come ha messo in evidenza il vescovo Douglas Regattieri nell’omelia della messa. "In questa chiesa, che noi oggi ammiriamo, riportata dopo lunghi anni di restauro al suo splendore, tanti uomini e donne sono venuti alla fede e condotti per mano ad entrare nel mistero di Dio. Qui hanno fatto esperienza della fraternità attorno all’altare dell’Eucaristia per poi, una volta usciti, testimoniare il Signore nella quotidianità della vita".

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La pieve di Monte Sorbo ha un passato enigmatico. Solo di recente, grazie agli studi coordinati da Mengozzi, si è giunti a un’ipotesi molto verosimile: un edificio paleocristiano fu costruito attorno al VI-VII secolo. Sorse per volontà del vescovo di Sarsina: o per ragioni di sicurezza in quanto la città era in decadenza e rovina, mal difendibile ed esposta a intrusioni, oppure per ragioni devozionali legate al culto di San Vicinio. In questa fase le colonne e i capitelli vengono trasportati da Sarsina, probabilmente prelevati dai resti di quello che doveva essere il tempio maggiore della città.
 

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