Cerimonia di chiusura per l'inchiesta sulla beatificazione di Benedetto XIII

A cinque anni esatti dalla sessione di apertura, il cardinale vicario Agostino Vallini ha presieduto la cerimonia di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla beatificazione di Benedetto XIII

A Roma, venerdì alle ore 12, a cinque anni esatti dalla sessione di apertura, il cardinale vicario Agostino Vallini ha presieduto la cerimonia di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla beatificazione di Benedetto XIII nell'aula della Conciliazione del Palazzo apostolico lateranense.

Hanno partecipato i membri del Tribunale diocesano che hanno condotto l'inchiesta: monsignor Giuseppe D'Alonzo, giudice delegato, don Giorgio Ciucci, promotore di giustizia, Marcello Terramani, notaio attuario. Pier Francesco Orsini, il futuro Papa Benedetto XIII, nacque a Gravina il 2 febbraio del 1649 (o 1650), da Ferdinando III, duca di Gravina, e da Giovanna Frangipani della Tolfa, figlia del duca di Grumo. Primogenito di sei figli, rimase ben presto orfano del padre, dal quale eredito' il ducato, che resse sotto la tutela della madre. Ancora fanciullo, il Servo di Dio senti' forte la vocazione alla vita religiosa ma dovette fare i conti con l'opposizione della famiglia.

Quando pero', con il pretesto di conoscere l'Italia, si reco' a Venezia, pote' finalmente attuare il suo disegno: fu accolto nell'Ordine dei Predicatori (Domenicani) e ne vesti' l'abito il 12 agosto l668, prendendo il nome di fra' Vincenzo Maria. Fu ordinato sacerdote il 24 febbraio 1671 e il 22 febbraio 1672 (all'eta' di circa 22 anni) Papa Clemente X lo nomino' cardinale. Negli anni immediatamente successivi ricopri' la carica di prefetto della Congregazione del Concilio e fu membro di molte congregazioni fino a quando, resasi vacante la sede di Manfredonia, il 28 gennaio 1675 fu nominato arcivescovo di quella Chiesa.

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Appena insediato emano' un importante editto sulla riforma dei costumi, avvio' il restauro della cattedrale e ne costrui' il campanile. Inizio' la prima di tante visite pastorali, convoco' il suo primo Sinodo diocesano, avvio' l'esperimento di una forma di credito agrario: il cosiddetto 'monte frumentario', che in seguito avrebbe piu' ampiamente promosso e diffuso a Benevento. La Diocesi di Manfredonia non fu privata delle sue cure paterne neppure dopo che il 22 gennaio 1680, dunque cinque anni dopo appena, la lascio' per andare a governare quella di Cesena, dove fu trasferito da Papa Innocenzo XI. Infatti, quando apprese che a Manfredonia c'era un'estrema necessita' di grano, ne acquisto' in Romagna e, dato che se ne ostacolava il transito, si occupo' personalmente di farlo trasportare in quella citta' e distribuire ai poveri.

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