Buoni libro, in arrivo oltre 359mila euro per gli studenti di Forlì-Cesena

La Regione ha fissato al 10 marzo il termine ultimo per consegnare, alle segreterie delle scuole frequentate, il modulo compilato di richiesta del contributo per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo

La Regione ha fissato al 10 marzo il termine ultimo per consegnare, alle segreterie delle scuole frequentate, il modulo compilato di richiesta del contributo per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo. I destinatari dei contributi, che devono avere valore ISEE del nucleo famigliare riferito ai redditi dell'anno 2010 pari o inferiore a 10.632,94 euro, sono gli studenti residenti e frequentanti le scuole secondarie di 1° e 2° grado, statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, e gli studenti di scuole dell'Emilia-Romagna residenti in altre Regioni che erogano il beneficio secondo il criterio "della scuola frequentata" (in questo caso competente all'erogazione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola frequentata).

Nella domanda deve essere indicata in autocertificazione la spesa effettivamente sostenuta per l'acquisto dei libri di testo per l'anno scolastico 2011/2012, della quale è comunque necessario conservare tutta la documentazione, da esibire a richiesta. L'importo del beneficio non potrà superare il costo della dotazione dei testi della classe frequentata entro i limiti stabiliti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con Decreto del 10 maggio 2011, n. 43.

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“Questi contributi – dichiara il Consigliere regionale Damiano Zoffoli – rendono effettivo il diritto allo studio e all'istruzione per tutti gli alunni e aiutano le famiglie, già alle prese con una fase di grave difficoltà economica, nel loro fondamentale compito di educazione e formazione dei nostri giovani e ragazzi. Da qualche anno a questa parte, i “tagli” alla spesa pubblica hanno inciso profondamente sulle risorse che lo Stato destina al sistema scolastico italiano. Pur riconoscendo l’esigenza di razionalizzare la spesa pubblica, non condivido che sia l’educazione a pagarne le conseguenze. Solo investendo sulla scuola e sulla formazione integrale e permanente della persona, evitando l’impoverimento dell’offerta scolastica e della sua qualità, abbiamo la possibilità di tornare a crescere, di trasmettere ai nostri giovani un’idea di futuro, capace di rispondere alle nuove sfide che abbiamo di fronte”.
 

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