Bulbi: "L'ombra di violenze dietro il blocco dei tir"

""Chi vuole protestare è chiaramente libero di farlo, nei modi previsti dalla legge, ma è da respingere ogni forma di violenza che non permette, a chi vuole circolare, di farlo liberamente"

Atti di minacce e coercitivi per bloccare i TIR che non volevano partecipare allo sciopero. Ci sarebbe anche questo dietro il blocco dell'autotrasporto in corso anche nel territorio di Forlì-Cesena. Lo denuncia il presidente della Provincia Massimo Bulbi, con un comunicato che condanna le violenze e paventa, anche qui, la possibile azione della malavita organizzata o di gruppi politici estremisti.

SOLIDARIETA' AGLI AUTOTRASPORTATORI. Il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, esprime solidarietà al mondo dell'autotrasporto."Il mondo dell’autotrasporto vive un momento di grandissima sofferenza: ad annosi e non risolti problemi si sono aggiunti di recente provvedimenti legislativi che possono minare la stessa sopravvivenza delle attività, in quanto determinano un incremento di costi non sopportabile in questa fase economica di crisi".

BLOCCO NON CONDIVISO. "Faccio riferimento per esempio all’aumento continuo del prezzo del gasolio, che ha raggiunto livelli non sopportabili dagli autotrasportatori - ha continuato -. Pur comprendendo il disagio degli operatori, che può portare anche a forme di agitazione fuori dai canali delle organizzazioni di categoria, ricordo però che tutte le sigle più importanti del settore hanno sospeso le proteste, in attesa di miglioramenti già promessi ed anticipati formalmente alle rappresentanze degli autotrasportatori da parte del Governo, nel corso dell’incontro dell’11 gennaio scorso tra il Vice Ministro Mario Ciaccia e Unatras al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Significative aperture del Governo sono state fatte in tema di costi minimi di esercizio e costi incomprimibili per la sicurezza, divieti di circolazione 2012, rimborso e compensazione delle accise sul gasolio, accesso alla professione, assicurazioni e risorse per il settore".

CONDANNA DELLE VIOLENZE. "Ciò che non può essere in alcun modo tollerato, invece, è soffiare sul fuoco della protesta con azioni che vanno a scapito dell’economia del territorio, già in difficoltà, e che necessita di piena libertà di circolazione delle persone e delle merci - ha aggiunto il presidente della Provincia -. Non condivisibile, quindi, è il fermo proclamato da oggi da gruppi di autonomi e da un’unica associazione di categoria. Ma soprattutto non sono accettabili, e vanno duramente condannati, episodi in cui sono stati utilizzati metodi coercitivi e minacce per costringere gli autotrasportatori in transito ad ingrossare le fila della protesta".

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"Chi vuole protestare è chiaramente libero di farlo, nei modi previsti dalla legge, ma è da respingere ogni forma di violenza che non permette, a chi vuole circolare, di farlo liberamente - ha aggiunto ancora Bulbi -. Questi metodi vedono come prime vittime le imprese di autotrasporto del territorio, e vanno a discapito non solo delle legittime rivendicazioni degli autotrasportatori, ma anche dell’economia locale, che per altro vede l’importante componente del comparto alimentare (ortofrutta e allevamenti), che non può essere paralizzato neanche per un giorno in quanto trasporta merci deperibili. Non voglio neanche pensare che le preoccupazioni del presidente della Confindustria siciliana Ivan Lo Bello – che intravvede l’azione della criminalità organizzata o di gruppi politici estremisti dietro i perduranti blocchi dell’autotrasporto in Sicilia – si possa estendere anche ai nostri territori. In ogni caso vigileremo attentamente affinché eventuali tentativi di infiltrazioni non trovino terreno fertile".

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