Azzardo, ogni italiano spende 1450 euro all'anno. Neonati inclusi

I numeri sono importanti. Li ha resi noti il dott Sanza del Ser.t della città. Si stimano 2500 giocatori a Cesena con un'affluenza aumentata in maniera esponenziale nei centri di recupero. Si passa dai sei giocatori del 2008 ai 39 del 2012 fino ai 23 solo nei primi mesi di quest'anno

Martedì sera nella sede del Pd di viale Bovio si è affrontato il gioco d'azzardo patologico grazie a Damiano Zoffoli e si è discusso di un progetto di legge che ha tra i primi firmatari Giuseppe Pagani consigliere regionale del Pd a cui va il merito di aver messo nero su bianco la volontà di fare qualcosa in concreto contro questa piaga sociale. Ecco qualche cifra: ogni italiano spende in media 1450 euro a testa in gioco d'azzardo. E nella lista sono compresi i non giocatori, i minorenni e persino i neonati.

Infatti l'altra faccia della cascata di monete che le pubblicità promettono è una spirale di perdita e di lento e difficile recupero. E il fatto che il gioco d'azzardo sia legale, accessibile a tutti e ovunque non aiuta a dargli i connotati di pericolosità che invece sono rinomati in caso di droghe e alcol. La psicologa Chiara Pracucci ha inquadrato il problema essendo una delle pioniere della patologia da gioco visto che da quattro anni porta avanti studi e ricerche in merito.

Poi ci sono loro. «Mi chiamo Roberto e sono un giocatore d'azzardo patologico» è stata la confessione di uno dei relatori che ha spiegato la sua vita di inferno. «Non mi riconoscevo, sono arrivato a mettere il cartello “non funziona” in una mangiasoldi per essere sicuro di poterci giocare io». Il contributo di Roberto e Armando di Cesena (i nomi sono inventati) è stato utile anche per far conoscere l'esistenza dei gruppi di giocatori anonimi che sono attivi in Romagna e che permettono al malato di poter entrare in un circuito di recupero.
Il Comune di Cesena sta preparando un progetto di contrasto sulla tipologia di “Notti sicure” con un importante corredo di informazione. Basterà?

Intanto il progetto presentato ieri apre un capitolo che strizza l'occhio a chi, come gli esercenti di bar, ha detto no alle slot nel proprio locale. Ma la proposta non sembra ancora un significativo incentivo a metterle al bando visto che a fronte del “mancato guadagno” delle slot stimato in circa 500 euro mensili a macchina, si dà un adesivo. Forse da una istituzione ci si può aspettare qualcosa di più rispetto a quello che il sito senzaslot.it sta già facendo da tempo. Ma il progetto di legge è in itinere ed è possibile far pervenire tramite mail, presso il sito della Regione, a Pagani o a Damiano Zoffoli proposte e accortezze da inserire per contrastare il fenomeno.

Il progetto di legge prevede anche di non mettere più slot nell'arco di 500 metri dai punti sensibii, ma, sempre a Cesena, c'è da fare un'amara riflessione visto che i punti di concentrazione di pubblico (stadio, ippodromo, uscita autostrada, università) sono già colmi di opportunità di spesa. E la legge non può avere effetto retroattivo quindi nessuna bonifica; ad ogni modo meglio tardi che mai.

I numeri sono importanti. Li ha resi noti il dott Sanza del Ser.t della città. Si stimano 2500 giocatori a Cesena con un'affluenza aumentata in maniera esponenziale nei centri di recupero. Si passa dai sei giocatori del 2008 ai 39 del 2012 fino ai 23 solo nei primi mesi di quest'anno. Per il 2013 si stima che arrivino fino a 63. La maggioranza sono uomini che non riescono a fare a meno di giocare alle slot mentre le donne presenti hanno problemi seri con i gratta&vinci.

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