"Ai giovani d'oggi manca la voglia di uscire dal coro": intervista agli Afterhours

La band milanese torna in Romagna con il tour che celebra i 30 anni di attività. Il gruppo capitanato dal giudice di X Factor Manuel Agnelli suonerà alla Festa democratica di Rontagnano

Dopo la conferma della partecipazione del frontman Manuel Agnelli a X Factor, tanto criticata dalla maggior parte dei fan di lungo corso della band, gli Afterhours arrivano a Rontagnano per presentare il loro ultimo album Folfiri o Folfox. La band milanese torna in Romagna con il tour che celebra i 30 anni di attività, dopo la data del 12 marzo scorso all'Altromondo studios di Rimini. Il gruppo capitanato dal giudice del talent suonerà alla Festa democratica di Rontagnano mercoledì 16 sul palco del campo sportivo.

Abbiamo incontrato Rodrigo D'Erasmo, violinista della band e producer della squadra di Manuel Angelli a X Factor.

Parliamo un po' del vostro ultimo album, Folfiri o folfox: un doppio album, una scelta coraggiosa nel mercato musicale di oggi. Com'è nata l'idea di fare due dischi?
Perchè non potevamo fare altrimenti. Quando abbiamo capito che piega stava prendendo l'album e cosa avevamo in mano, il danno ormai era fatto. Avevamo una quantità di pezzi che ci avrebbe permesso di fare quasi un triplo album, per cui abbiamo fatto una cernita di quelli che erano indispensabili per il racconto. Ci sembrava troppo pesante raccoglierli in un unico album, quindi abbiamo deciso di farne due, ognuno con una sua vita propria più snella, più fruibile. Possono essere ascoltati singolarmente o insieme per comporre quel racconto di cui avevamo urgenza di parlare

Cos'è cambiato dagli Afterhours di 30 anni fa agli Afterhours di oggi?
Eh, bella domanda! Bisognerebbe chiederlo all'unico che c'era 30 anni fa, Manuel. La band è cambiata così tante volte che per uno "nuovo" come me - anche se ormai sono 10 anni che suono con gli After - è difficile raccontare le decadi precedenti. Credo che sicuramente siano cambiate tante cose in termini musicali, di estetica, di costume e anche nel modo di comunicare. La cosa più lampante, se ci pensi, è che 30 anni fa quando gli After iniziarono non c'era internet, che ha inevitabilmente influito tantissimo sul nostro lavoro, è stato il cambio epocale più grosso. Gli After sono diventati quello che sono, secondo me, anche perchè all'epoca non c'era internet: dovevi fare una gavetta porta a porta in cui andavi casa per casa a convincere le persone, fidelizzavi un pubblico creandoti una credibilità e una personalità. Oggi è più facile arrivare a tutti con un semplice "click" e anche entrare nelle case delle persone, però allo stesso tempo è più difficile che una persona ti apra le porte di casa sua se non sei andato da lei a raccontargli qual è la tua storia. Sono le due facce della stessa medaglia: l'aspetto positivo della velocità di comunicazione e il negativo dell'impersonalità di ciò che accade sul web.

È cambiato qualcosa dopo la partecipazione di Manuel a X Factor? Hanno iniziato ad ascoltarvi anche le ragazzine?
(ride) No, diciamo che è cambiato qualcosa soprattutto nella vita di Manuel: il tipo di visibilità e di popolarità che ti dà la televisione era una cosa per lui ignota e ha inevitabilmente cambiato la sua vita. Per quanto riguarda la band, sicuramente il consolidamento del "personaggio Manuel" in termini nazionalpopolari suggella la band come gruppo storico anche per quelli che non capiscono la musica che facciamo. Altro discorso è quello che riguarda l'allargamento del pubblico: secondo me la musica che facciamo è troppo particolare e "difficile" per il pubblico generalista che, affezionandosi al personaggio Manuel, si va a cercare cosa facciamo. E' difficile pensare che chi vede Manuel in tv poi si compri un nostro disco o il biglietto di un nostro concerto: magari ascolta un pezzo su Spotify o guarda un video su Youtube - e in effetti i nostri ultimi video hanno avuto degli incrementi a livello di visite - ma la cosa non genera veri "fan".

E Manuel invece? È cambiato dopo X Factor?
Direi proprio di no. Ha 50 anni e ha un'identità talmente forte e definita che non poteva modificarsi per una cosa del genere. Sicuramente è sottoposto a uno stress maggiore: la prima stagione è stata molto tosta, così come lo è stato per me che lavoro al programma al suo fianco. Ora che siamo al secondo anno e che iniziamo a conoscere meglio quella "macchina" la stiamo vivendo meglio.

Domanda politica: il brano "Il mio popolo si fa" denuncia la decadenza politica e sociale dell'Italia di oggi. Cosa voterebbero oggi gli After?
Ti rispondo come individuo perchè è difficile farsi portavoce della band. Il brano non voleva essere un tentativo di fare una denuncia "da fuori", da chi vuole giudicare gli altri, ma anzi era un modo di "autodenunciarsi". Siamo tutti bravi a fare gli allenatori, gli esperti di cinema, di musica, i "giudici" senza averne gli strumenti. Ognuno di noi è denunciabile e fallibile in qualche modo, la cosa più intelligente è denunciare mettendosi in mezzo ai denunciati. Per quanto riguarda il voto ti dico la verità, sarei davvero in grosse difficoltà... Il che è molto brutto, perchè non schierarsi è storicamente un errore, ma sarebbe davvero molto tosta. Non c'è nemmeno quella marcia in più tale da poter scegliere un individuo a cui aggrapparmi, se non proprio uno schieramento.

Sono passati 20 anni dalla pubblicazione dello storico album "Hai paura del buio?", in cui è contenuto il brano "Sui giovani d'oggi ci scatarro su". Cosa farebbero gli Afterhours sui giovani del 2017?
Penso che cercheremmo di spronarli a essere più autonomi nel pensiero, a incazzarsi di più per le cose che poi determineranno il loro futuro. Potenzialmente i ragazzi di oggi, per stimoli e possibilità, sono migliori dei ragazzi degli anni '80 o '90, e mi è capitato di incontrarne di davvero intelligenti, con un grande potenziale di talento, anche ma non solo nel nostro ambito. La cosa che mi sembra mancare è il desiderio di essere un po' fuori dal coro: vedo sempre meno "freak" - nel senso positivo del termine, freak di pensiero, di scelte attitudinali. Se potessi invitare i giovani di oggi a fare qualcosa, per evitare di sputarci sopra, sarebbe proprio questo: cercare di uscire dal coro. Se avete qualcosa di speciale da dire non abbiate paura di dirla e cercate la vostra identità, senza farvi prendere dal desiderio di omologazione solo perchè è più facile.

Quindi, alla fine della fiera, ci "scatarrereste" ancora sopra...
Eh... Alla fine sì! Per ragioni differenti, però è così.

Se tu dovessi scegliere una vostra canzone da fare ascoltare a chi non ha mai ascoltato gli Afterhours, quale sarebbe?
Decisamente "Quello che non c'è". Per quanto sia una ballad, quindi magari a livello sonoro rappresenti solo in parte quello che sono gli Afterhours (anche se gli After hanno fatto talmente tante cose differenti dal punto di vista sonoro che è difficile trovare un brano in grado di spiegarli al completo), è una canzone talmente potente e rappresentativa e ha un testo che, se dovessi pensare a un corto che racconti per immagini la storia degli After, penserei a questo. Sicuramente l'immagine del "bambino con la pistola" è quella che più di tutte mi evoca la storia di questi 30 anni della band.

Cosa dobbiamo aspettarci in scaletta? Agnelli ha annunciato che alcune canzoni ci saranno "perchè le vuole il pubblico", come "Strategie" o "Dentro Marylin".
Sarebbe stupido fare un trentennale scegliendo solo i pezzi che abbiamo voglia noi di suonare. Se fai una festa la prima cosa da festeggiare è il pubblico che ti ha permesso di essere ancora qui dopo 30 anni, quindi in questo caso è giusto dare al pubblico quello che vuole. Abbiamo inserito in scaletta prima di tutto i brani che abbiamo pensato potessero essere il desiderio del pubblico e che non suonavamo da più tempo, per poi andare a completarla con una serie di "chicche", addirittura anche con brani che non abbiamo mai suonato dal vivo, abbiamo messo dentro tanta roba. Il pubblico può aspettarsi un concerto molto ricco.

A Rontagnano ci sarà anche Giorgio Prette (ex batterista storico della band che sta partecipando al tour come ospite,ndr)?
No, purtroppo non ci sarà. E' impegnato anche in altre cose e per questa data non ha potuto darci la sua disponibilità. Al di là dell'assenza dell'ospite, però, vi assicuro che la scaletta andrà a supplire qualunque mancanza perchè è davvero molto completa.

Qual è la band o il musicista con cui gli After vorrebbero suonare e quella con cui non suonerebbero mai?
(ride) Quella con cui non vorremmo mai suonare... Questa è una domanda veramente difficile! Provocatoriamente ti dico i Duran Duran, visto che si è scatenato questo polverone intorno alle dichiarazioni di Manuel (in una recente intervista Agnelli ha dichiarato di disprezzarli, definendoli "un gruppetto di ragazzi che davano più importanza al parrucchiere che ai contenuti", ndr). E quella con cui invece vorremmo suonare sono sempre i Duran Duran: ognuno decida per quale ragione ci vorremmo suonare e per quale ragione non vorremmo farlo!

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