Tra i 16 guariti il fondatore di Tippest: "Una malattia strana, ho avuto paura ma ora è tutto finito"

Luigi Angelini, fondatore di Welfare Gratis, Ceo di Tippest.it e Media Consulting, è uno dei 16 pazienti guariti dal Coronavirus

Ora è completamente guarito. Dopo essersi sottoposto a due tamponi può dirsi a posto al 100%. Luigi Angelini, fondatore di Welfare Gratis, Ceo di Tippest.it e Media Consulting, è uno dei 16 pazienti guariti dal Coronavirus, registrati il 1 aprile nel cesenate. In totale ha avuto 12 giorni di febbre altalenante, un giorno più alta e l'altro meno, e un senso di spossatezza che è andato avanti per altri 7/8 giorni. "Non so nulla di quando e come sia avvenuto il mio contagio - spiega Angelini - ma il 9 marzo ho iniziato a sentire un po' di tosse e qualche linea di febbre. Eravamo già nel pieno del coronavirus e quindi ho iniziato subito a preoccuparmi. Ho contattato il sistema sanitario e il mio medico. Entrambi, dopo avermi chiesto come mi sentivo, mi hanno detto di restare a casa e mettermi in isolamento. Devo dire che non è stata una situazione piacevole. Ero in continua tensione per capire come evolveva la malattia. Un colpo di tosse più forte e mi vedevo già ricoverato con l'ossigeno. E tra l'altro - continua Angelini - visto che in isolamento guardavo molta televisione sentivo parlare di centinaia di morti tutti i giorni, della difficoltà degli ospedali. Insomma, sicuramente, non erano notizie che contribuivano a tirarmi su di morale".

Quando le hanno fatto il primo tampone?

"Il primo tampone mi è stato fatto il 19 marzo, dopo 10 giorni - continua Angelini - Era il momento in cui ce n'erano pochi e quindi erano contingentati. A chi non aveva grossi problemi di salute non li facevano. Poi è stato il mio medico che ha insistito perché mi stava salendo la febbre e avevo più tosse e sono venuti a casa a farmelo".

Prima del tampone era seguito?

"Sì, i primi giorni chiamavo io dicendo la temperatura e il mio stato di salute. Poi mi hanno messo in sorveglianza attiva e chiamavano loro".

Il momento più brutto?

"Come detto sono stati i momenti in cui avevo paura che il mio stato di salute peggiorasse, e poi l'isolamento. Essere isolati in casa è molto difficile anche per gli altri conviventi. Ero relegato nella stanza da letto e mia moglie doveva dormire con mia figlia. Inoltre bisogna pensare che stare male vuol dire avere la febbre oltre i 38 gradi, quindi ogni tanto c'è necessità di essere accuditi, cosa che non può essere fatta. Poi oltre al mio isolamento, anche mia moglie e mia figlia sono state messe in quarantena. Questo ha significato non poter andar a fare la spesa. Così, grazie a Tippest.it. ho risolto. Il Comune mi ha chiamato per organizzare una pagina sul sito Insieme a Cesena che raggruppa tutti i negozi della città che fanno servizio a domicilio. Poi, al sito si è collegato sia il Comune che le associazioni di categoria: un bel servizio che mi ha fatto piacere realizzare con la mia squadra da remoto e tutto come volontariato perché penso sia stato apprezzato dai cesenati. A parte questo l'ho usato anch'io. Nell'impossibilità totale di uscire, ci facevamo portare i prodotti a casa. In questi giorni mi sono fatto portare anche le uova di Pasqua.

Sua moglie e sua figlia l'hanno presa?

"Non lo so con certezza perché a loro non è stato fatto il tampone. E' vero che per alcuni giorni hanno avuto un po' di alterazione e il raffreddore. Forse l'hanno avuta anche loro ma in modo molto leggero".

Si può definire un'influenza pesante?

"No. Secondo me no, è un'altra cosa. Per come l'ho presa io, in una forma intermedia, né lieve né pesante, è comunque una malattia strana: la febbre che dura 12 giorni, la spossatezza molto forte, 20 giorni per uscirne. Secondo me non si può chiamare influenza.

Poi finalmente il tampone di guarigione...

Sì, dopo una settimana in cui non avevo più febbre mi hanno fatto il primo tampone. E il risultato è stato negativo. Poi a distanza di 48 ore il secondo. Per il secondo, tra l'altro, sono andato io in auto al Drive del Bufalini. Senza nemmeno farti scendere dal veicolo, gli operatori fanno il prelievo e torni a casa. Un servizio efficiente e molto intelligente. Ora, per fortuna, posso dire che è veramente tutto finito".

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