Vaccino anti-covid, dopo il V-day entra nel vivo la prima fase di somministrazione

"Questo vaccino vuole essere un faro nella buia notte della pandemia che ancora oggi non accenna a placarsi", affermano dal gruppo Pd Cesena

Giovedì inizierà la vera e propria campagna di somministrazione della prima dose del vaccino Pfizer-BioNtech (Covid sars2) rivolta al personale sanitario, operatori e degenti delle residenze per anziani (Cra). Giovedì e sabato dalle 10 si procederà alla somministrazione del vaccino nelle tre sedi già individuate (Pala De Andrè a Ravenna per la provincia di Ravenna, Fiera di Cesena per gli operatori della provincia di Forlì-Cesena e Quartiere Fieristico di Rimini, per la provincia di Rimini).

In questi tre punti accederanno oltre agli operatori sanitari operanti nelle strutture ospedaliere, anche i medici di medicina generale dei rispettivi territori. Complessivamente in queste due giornate saranno circa 500 gli operatori sottoposti alla somministrazione del vaccino. Si proseguirà poi dal 4 gennaio a pieno regime, quando sarà attiva la piattaforma informatica di tutta la Romagna a cui gli operatori si prenoteranno per programmare la vaccinazione. Sempre giovedì partirà la somministrazione agli ospiti e agli operatori delle Cra. Per questa giornata sono state individuate quattro residenze anziani presenti sui 4 ambiti territoriali: Villa Verde di Milano Marittima; Oasi Serena a Viserba di Rimini, Meridiana a Cesena e Zangheri di Forlì. Anche per gli ospiti e operatori delle Cra, la programmazione e gli step delle vaccinazioni entreranno a pieno regime dal 4 gennaio 2021. Saranno circa 100 gli operatori coinvolti domani e poco meno di 200 gli ospiti.

"Questo vaccino vuole essere un faro nella buia notte della pandemia che ancora oggi non accenna a placarsi - affermano dal gruppo Pd Cesena -. Dobbiamo essere orgogliosi, come italiani prima, emiliano romagnoli e cesenati poi, del nostro sistema sanitario, che ha saputo organizzarsi tempestivamente per ricevere, conservare e somministrare con successo le prime dosi lo scorso 27 dicembre. È solo l'inizio della fine, il giro di boa. Sarà infatti una campagna vaccinale lunga, che partirà domani dagli operatori sanitari, gli operatori e i degenti delle Cra, passando dalle fasce più fragili, fino poi ad estendersi all’intera popolazione".

"La parola chiave deve essere ‘responsabilità sociale di territorio’, trasferita ed estesa dal concetto d’impresa all’intera collettività: ogni ambito della nostra società (sanitario, socio-culturale, ambientale, politico) è infatti strettamente collegato all’altro e la ricerca del bene comune fa capire come questo obiettivo possa essere perseguito, e realizzato, soltanto se tutti gli attori del territorio acquisiscono la consapevolezza della loro interdipendenza - viene rimarcato -. È questo che auspichiamo: farci tutti protagonisti di comportamenti responsabili, altruisti, attenti e previdenti. Da qui l’importanza anche del non abbassare la guardia, perché la luce in fondo al tunnel si vede, ma per uscirne c’è ancora bisogno di tempo e dell’impegno di tutti. Per ottenere dei risultati milioni e milioni di persone dovranno vaccinarsi, bisognerà dare il via a una campagna di massa che arriverà alle persone tra qualche mese”.

"Ci appelliamo all’Ausl Romagna e al Comune di Cesena: è necessario che gli aspetti organizzativi siano accompagnati da una campagna capillare di informazione su tutto il territorio, per invitare i cesenati a vaccinarsi, auspicando così una grande adesione volontaria. Sarà fondamentale un’informazione scientifica corretta sul tema dei vaccini e sulla responsabilità civica di ciascuno a vaccinarsi, per il nostro bene e per quello dei nostri cari. Da questo momento, dunque, non ci limiteremo a difenderci dal Covid-19 - sebbene resti indispensabile mantenere alte le difese comportamentali, quali mascherine, igiene, distanza di sicurezza e il non creare assembramenti – ma potremo combatterlo con il vaccino. Ogni giorno che riusciremo a guadagnare – sottolineano i dem – servirà ad avvicinarci al traguardo che vogliamo raggiungere prima possibile: sconfiggere il virus per poter tornare a svolgere, con sicurezza e responsabilità, tutte le attività che sono proprie di una comunità. Scegliamo di partire dalle persone più fragili, che hanno pagato un prezzo altissimo alla pandemia: una scelta etica, oltre che di politica sanitaria, per arrivare poi a coprire in tempi rapidi tutta la popolazione”.

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