Baby gang, il caso di Cesena finisce in Regione. La Lega: "Servono iniziative di prevenzione e contrasto"

Il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, ha presentato sul tema sicurezza un’interrogazione in Regione

“Netta insufficienza della Giunta Bonaccini in tema di sicurezza. Siamo molto preoccupati: la situazione nelle città dell’Emilia e della Romagna è infatti sempre più a rischio, ma dalla Regione non arriva alcun segnale di comprensione di questa escalation. Di qui, la prova provata, semmai ve ne fosse bisogno, della distanza siderale che c’è fra la classe dirigente del Pd e la gente che vive quotidianamente il degrado e il pericolo che, oggi, arriva anche dalla presenza in zone delle città di bande di giovani vandali, con comportamenti violenti e aggressivi”. Prendendo spunto da un ‘caso’ denunciato a Cesena, dove una famiglia in attesa di un treno notturno ha assistito alle prodezze di una gang di ‘criminali in erba’, temendo per la propria incolumità, il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, ha presentato sul tema sicurezza un’interrogazione in Regione, dove stigmatizza la risposta data dalla Giunta a un precedente atto ispettivo del gruppo Lega Nord sul medesimo argomento.

“Il gruppo della Lega Nord - spiega - ha sollecitato l’attenzione della Giunta Bonaccini sulla forte crescita in molte città di baby gang che operano sfacciatamente, all’apparenza senza alcun timore di incorrere in sanzioni o pene, contro persone e proprietà pubbliche e private. La Giunta, pur sostenendo di condividere la preoccupazione, ha liquidato il problema affermando che il tema non è stato ‘affrontato dalla Conferenza Regione Autonomie locali’, né dal ‘Comitato tecnico regionale di Polizia locale’. L’unica soluzione individuata sarebbe l’avvio di ‘un progetto di ricerca’ di concerto con l’Università di Bologna, per individuare ‘possibili interventi’. La Regione, insomma, evita di assumere iniziative, da coordinare con le istituzioni e gli organismi preposti, e chiude gli occhi di fronte a denunce e richieste di aiuto”.

Anche il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, punta il dito sul nulla di fatto in tema di sicurezza da parte della Regione e, a ricaduta, da parte delle amministrazioni locali a guida Pd: “La situazione non è rimandabile, servono iniziative di prevenzione e contrasto ‘qui e ora’ e non studi a posteriori. Il problema delle baby gang, con i timori e il degrado che generano nelle comunità locali, è in crescita e già ci sono esperti e studi che hanno approfondito le ragioni di questo fenomeno.  Si devono trovare soluzioni sia a livello normativo, che nella pratica immediata. In alcune città, per esempio, nelle stazioni o in altri luoghi nevralgici sono utilizzati vigilantes o addirittura l’esercito, occupato con successo nell’operazione ‘Strade sicure’. Non si comprende per quale motivo anche la Regione Emilia e Romagna non possa mettersi da subito attorno a un Tavolo con altri soggetti competenti per predisporre un piano di interventi concreti che diano risposte alle nostre comunità. A casi come quello accaduti in tante località e nei giorni scorsi a Cesena, che spesso non sono neppure denunciati, le istituzioni e la politica devono dare risposte. È vero infatti che il primo obiettivo delle politiche sulla qualità della vita e sulla sicurezza deve essere quello di consentire ai cittadini di questa regione e ai turisti di sentirsi protetti, tutelati e, per quanto possibile, al sicuro”.

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