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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

"Riapriamo l'Italia in sicurezza", Confesercenti lancia una petizione online

"Il prolungamento di questa situazione crea ansia, paura e preoccupazione per il destino di tante famiglie"

“Riapriamo l’Italia in sicurezza” è la petizione lanciata on-line da Confesercenti Emilia-Romagna per chiedere al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la riapertura programmata delle micro, piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi e dei servizi. 

La petizione si può firmare su Change.org all'indirizzo https://www.change.org/p/giuseppe-conte-riapriamo-l-italia-in-sicurezza o comunque inserendo nella ricerca “Riapriamo l'Italia in sicurezza”.

Come si legge nell'appello, la voce dei piccoli imprenditori: "Da oltre due mesi abbiamo imparato a convivere con un’emergenza a cui non eravamo preparati. Ci siamo organizzati, affrontato con disciplina e senso di responsabilità la limitazione della nostra libertà e la chiusura delle nostre attività e del nostro lavoro. Il prolungamento di questa situazione crea ansia, paura e preoccupazione per il destino di tante famiglie. Quello che è stato perso dalle nostre attività non verrà più recuperato mentre i costi non si sono mai fermati e tanti incentivi promessi non sono arrivati se non costringendo le nostre imprese a indebitarsi ulteriormente.  Prolungando la chiusura oltre il 4 maggio molte delle nostre imprese e attività potrebbero chiudere definitivamente! Negozi, bar, ristoranti, tutte le attività turistiche, mercati, piccole attività artigiane sono pronte a riaprire in assoluta sicurezza, rispettando i protocolli concordati e concordandone di nuovi se necessario".

"Ci rivolgiamo a Lei, quindi, Presidente: "Ci permetta di riaprire e tornare ad essere artefici del proprio destino". Confesercenti accompagna l’appello al Presidente Conte alle richieste già avanzate per ottenere interventi tempestivi per le imprese: ciò che chiediamo con maggiore urgenza riguarda principalmente una liquidità immediata, cancellare e ridurre le imposte nazionali e locali, recuperare il fatturato perso e dare contributi a fondo perduto per finanziare la riapertura.

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