Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

Patrignani (Confcommercio): "Nuovi ammortizzatori sociali senza lavoratori esclusi"

"Secondo Confcommercio - mette in luce il presidente cesenate Augusto Patrignani - occorre chiarire in che modo l’inclusività delle prestazioni dei nuovi ammortizzatori si concilierebbe con la sostenibilità contributiva da parte delle imprese"

Prosegue il confronto tra il ministro del Lavoro Orlando e le parti sociali  sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Nella bozza in discussione, più tutele per gli autonomi ma anche per precari, stagionali e lavoratori dello spettacolo che potranno beneficiare di uno strumento ad hoc. E cassa integrazione per tutti i dipendenti, anche nelle piccole e micro-aziende.

La riforma prevede una serie di incentivi, da quelli per chi assume lavoratori in Cigs agli sconti-premio per chi non usa a lungo la cassa. L'idea è quella di tre anni di transizione, dal 2022 al 2024, con la copertura a carico della fiscalità generale. . I conti però li deve ancora fare il ministro dell'Economia, che condivide l'impianto della riforma ma ha chiesto, così come per la riforma del fisco, di attendere settembre quando saranno aggiornate le stime di Pil e deficit.

Confcommercio condivide l'esigenza rimarcata dal ministro del Lavoro aumentare il grado di equità generale del sistema  e in cui non vi siano lavoratori esclusi.

"Secondo Confcommercio - mette in luce il presidente cesenate Augusto Patrignani - occorre chiarire in che modo l’inclusività delle prestazioni dei nuovi ammortizzatori si concilierebbe con la sostenibilità contributiva da parte delle imprese e in che modo verrebbe concretamente tradotto il principio dell’evoluzione assicurativa delle tutele. Così pure va chiarito quale sarebbe l’effettivo concorso della finanza pubblica in una necessaria fase di transizione, che tenga particolarmente presente l’impatto profondo dell’emergenza Covid19 su tanta parte del terziario di mercato”. 

“Inoltre -aggiunge Patrignani - per Confcommerico va approfondito il modo in cui il principio delle tecniche protettive differenziate terrebbe operativamente conto della diversità delle dinamiche strutturali tra i settori produttivi e va superata la lettura residuale del Fondo di integrazione salariale. Occorre, poi, sviluppare organicamente il principio del connubio strutturale tra ammortizzatori sociali e politiche attive: in questo sneso è ancora necessario un importante lavoro di chiarimento ed approfondimento per arrivare ad una condivisa proposta di riforma degli ammortizzatori sociali”.

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