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L'ombra del covid sul mercato dell'auto: tra crolli e sorprese positive, boom per l'ibrido

E' quanto emerge dai dati raccolti dal Centro Studi e Statistiche Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere

E' stato un 2020 in rosso per il mercato dell'auto. Sono state 8.406 le immatricolazioni, nella provincia di Forlì-Cesena, con un saldo negativo del 24,5% rispetto al 2019. Hanno pesato la flessione registrata nei primi due mesi dell’anno e la successiva deflagrazione della pandemia da covid-19, che ha letteralmente affondato il mercato automobilistico tra marzo ed aprile condizionandone i risultati anche nei mesi successivi. E' quanto emerge dai dati raccolti dal Centro Studi e Statistiche Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.

Fiat debutta nell'elettrico

Fiat si conferma il marchio più venduto in provincia, con 1167 immatricolazioni ed una flessione nelle vendite del 20,4%. Nel corso del 2020 sono già arrivate le 500 e le Panda Hybrid, con 216 immatricolazioni, e non si può non citare anche il debutto della nuova 500 elettrica, che ha visto già sei acquisti. Sono invece 210 le nuove Jeep in strada. Guardando le altre Case italiane, Alfa Romeo ha registrato 57 vendite contro le 69 dello scorso anno e le 103 del 2018. La Casa del Biscione attende l’effettiva partenza del programma di rilancio del marchio con il lancio dell’Alfa Romeo Tonale e dell'Alfa Romeo Brennero, modelli che prenderanno il posto di Giulietta e MiTo. Per quanto riguarda il 2021, in cantiere ci sono soltanto i restyling della Giulia e dello Stelvio, con la novità delle motorizzazioni mild hybrid che potrebbero contribuire a dare una spinta alle vendite. Lancia ha accusato una perdita del 18,2%, da 368 a 301 unità immatricolate. 

2020 difficile per le tedesche

E' stato un 2020 difficile anche per Audi e Wolkswagen. Il marchio dei quattro anelli, dopo un 2018 col 39,23% d'immatricolazioni in meno sul 2017, nel 2019 aveva guadagnato il 36,9%, passando da 187 a 256 veicoli immatricolati. Nel 2020 le vendite sono scese a 194. La casa automobilistica di Wolfsburg ha invece subìto una flessione del 35,5%, con 440 clienti in meno (da 1242 a 802). Flessione contenuta per Mercedes, -14,2%, con 319 vendite. Segno meno anche per Bmw, ma con solo otto immatricolazioni in meno sul 2019 (da 134 a 126). Dopo Fiat e Wolkswagen la terza scelta è Ford con 800 immatricolazioni, 275 delle quali con motore ibrido.

Le altre case

Ed è l'ibrido ad animare il mercato delle giapponesi: Honda e Hyundai hanno fatto registrare un aumento nelle vendite in questo segmento di motorizzazione (la prima da 24 a 28 e la seconda da 37 a 40), così come Madza (da 23 a 31), mentre sono in totale 361 (232 ibride) le nuove Toyota in circolazione (nel 2019 furono 467). Anche Suzuki è cresciuta nella gamma dell'ibrido, con 100 immatricolazioni in più (da 58 a 158), così come Land Rover, da 52 a 65.

Questa la panoramica delle altre Case: Dacia 545, Renault 514 (26 ibride e 15 elettriche), Opel 478 (6 ibride), Peugeot 452 (3 ibride e 11 elettriche), Citroen (2 ibride) e Kia (22 ibride) 251, Suzuki 210, Skoda 158, Seat 139, Nissan 132, Volvo 125 (27 ibride), Mini 79, Mazda 59, Abarth 17 e Subaru 6. Solo solo sette le Smart nuove in circolazione e tutte elettriche. Per quanto concerne i marchi di lusso, sono 30 le nuove Porsche in circolazione, quindi 25 Lexus, mentre un solo cliente si fregiato del marchio Lamborghini. Nell'anno del covid sono cresciute le vendite di Ferrari, da 3 a 8, una delle quali con motorizzazione ibrida, mentre in cinque hanno optato per una Maserati. Sono 28 invece le Jaguar immatricolate. 

Le motorizzazioni

Spostando il focus sulle alimentazioni, le immatricolazioni di auto a benzina sono state 3.060 (-26,6%), quelle di auto diesel 2.516 (-35,9%), 1.000 quelle a Gpl (-31,3%); flessione più contenute per le auto a metano 362 (-19,6%). Le immatricolazioni di auto ibride sono state 1.347 (+108,8%). Il dato sulle vetture completamente elettriche recita 25 Tesla e 121 targhe complessive (+236,1%). "Senza incentivi la propensione agli acquisti si riduce drasticamente, mettendo in crisi una intera filiera, la filiera che più incide sulla crescita economica del Paese”, è l'analisi di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto. "Il Parlamento recepisce, in larga parte, quanto da noi auspicato e riconosce l’importanza degli incentivi pubblici per l’acquisto di autovetture nuove in sostituzione di mezzi fortemente inquinanti. Si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell’occupazione, dell’ambiente e di uno dei settori industriali che più contribuisce al pil del Paese", sono le osservazioni del presidente di Unrae, Michele Crisci.

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