Economia

Ispezioni sul lavoro, Confcommercio: "Sì all'Agenzia unica"

“Ciò che Fipe chiede – rimarcano i presidenti Malossi e Lucchi – è di ottimizzare le modalità di ispezione, rendendole più attente alla qualità e al rispetto degli operatori economici, superando la vecchia impostazione puramente formale e burocratica che costituisce un inutile intralcio al sistema produttivo"

Ispezioni nei pubblici esercizi: Fipe Confcommercio è impegnata a fare il punto sull’attuale scenario dei controlli e l’obiettivo è di riunire ad uno stesso tavolo operatori e autorità per un confronto diretto e richiede il rispetto delle regole poste a tutela dei controllati. Anche nel territorio cesenate, dove peraltro il rapporto e la collaborazione con gli organi deputati al controllo sono positivi,  l’esigenza è quella di controlli basati su norme modulate sulle diverse realtà aziendali, programmati e non ripetuti sempre sulle medesime aziende, effettuati con modalità tali da comportare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività aziendali nonché alle relazioni commerciali o professionali del controllato.

“Il comparto dei pubblici esercizi, che consiste di oltre 250.000 aziende e che dà lavoro ad oltre 900.000 addetti è soggetto – dicono i presidenti di Fipe Confcommercio cesenate Angelo Malossi (baristi) e Vincenzo Lucchi (ristoratori)  – ad oltre 450.000 controlli all’anno, mentre per altri settori o per altre fattispecie incappare in un controllo è cosa più rara. Esistono, al contrario, casi di evasione legalizzata e di concorrenza sleale, perché fuori dalle regole, come le sagre di paese, per fare un esempio, o le feste di partito, che sono esenti da scontrini, ricevute fiscali e controlli sul personale impiegato. Perché non estendere anche a questi casi l’area di tassazione e i relativi controlli? Da ultimo si è aggiunto a questa fattispecie il fenomeno delle sharing economy che nel nostro settore si presenta sotto la forma della ristorazione in case private e che i mass media pubblicizzano senza pensare che dietro ad un home restaurant non di rado può esservi evasione fiscale e contributiva, violazione delle più elementari norme di sicurezza alimentare, pubblica e del lavoro”.

“Ciò che Fipe chiede – rimarcano i presidenti Malossi e Lucchi – è di ottimizzare le modalità di ispezione, rendendole più attente alla qualità e al rispetto degli operatori economici, superando la vecchia impostazione puramente formale e burocratica che costituisce un inutile intralcio al sistema produttivo. Serve in pratica una migliore programmazione dell’attività di ispezione, all’insegna di una piena sinergia e uniformità di comportamento tra i diversi organi di vigilanza, con maggiore rispetto degli imprenditori. In questo senso il nostro sindacati ha accolto con favore la creazione di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro al fine di razionalizzare e semplificare l’attività di vigilanza”.


 

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