Economia

Confcommercio: "Imprese indebitate nel post-pandemia, un business plan per la ripartenza"

“La piena ripartenza della ritrovata normalità trova imprese sfiancate dalla pandemia, inevitabilmente indebitate, che hanno bisogno di essere assistite e supportate per effettuare scelte ponderate di riposizionamento"

"L’atteso ritorno alla normalità con l’uscita dalla pandemia grazie alle vaccinazioni, uno scenario che si sta concretizzando mentre si procede verso l’immunità di gregge, avrà ripercussioni anche per quel che riguarda la situazione finanziaria e patrimoniale delle piccole imprese cesenati, dal momento che finanziamenti e moratorie straordinarie scaturite dall’emergenza da Covid-19 sono destinate ad esaurirsi e quindi serve un piano speciale di accompagnamento al tessuto produttivo". Lo mette in luce il presidente Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani.

“La piena ripartenza della ritrovata normalità trova imprese sfiancate dalla pandemia, inevitabilmente indebitate, che hanno bisogno di essere assistite e supportate per effettuare scelte ponderate di riposizionamento. Confcommercio cesenate auspica che vengano messe in campo interventi agevolativi da destinare alla riqualificazione di alcuni settori nevralgici per la tenuta del nostro sistema economico con particolare riguardo al turismo e a tutte le attività che fanno parte di questa importante filiera economica che coinvolge indirettamente il commercio la ristorazione e le attività di servizio. Occorre inoltre mettere in capo tutta una serie di interventi per sostenere la tenuta delle imprese dal sotto il profilo economico-finanziario nel passaggio di affrancamento dall'emergenza Covid-19. L’obiettivo è quello di consolidare la patrimonializzazione, migliorare il rating e in questo senso sono strategici anche l’interlocuzione e la sinergia efficace e con il sistema del credito, al quale chiediamo segnali concreti di vicinanza alle imprese in questa fase di rilancio”.

“Il Decreto "Sostegni Bis" -mette in luce il coordinatore di RiGenera Imprese Alberto Pesci (nella foto)- ha previsto la proroga al 31 dicembre della moratoria sui prestiti, tuttavia questa volta l'operazione non sarà automatica: bisognerà far domanda al soggetto finanziatore entro il 15 giugno.  Questa misura assieme alla rimodulazione della garanzia del fondo centrale lascia intendere come le misure varate durante il periodo di pandemia stiano esaurendosi, e per il  ritorno alla normalità sarà necessario definire nuovi misure di incentivazione per il  rilancio del sistema impresa. Pertanto il momento in cui l’impresa si accinge a chiedere una ulteriore moratoria è quello giusto per pianificare a medio termine l’attività rivedendo la prospettiva complessiva della gestione”.

“Il quesito centrale - prosegue Pesci - riguarda la reale necessità di una ulteriore moratoria sulla base della analisi complessiva della gestione finanziaria. Va verificato per ogni singolo imprenditore se la ripartenza è collegata a imminenti interventi di riqualificazione o se invece sono stati già sostenuti prima dell’avvento del covid. Per la piena ripartenza della fase di superamento della pandemia occorre ottimizzare la pianificazione, fondamentale per tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione aziendale. Ri-Genera Confcommercio è a fianco delle imprese in questo intervento di riposizionamento finanziario, una sorta di nuova start-up . La regola aurea è riformulare una business plan analitico, richiesto dal nuovo inizio post-pandemico. Non si può improvvisare in una situazione così decisiva per il rilancio”.

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