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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Varianti del virus, il laboratorio Ausl continua i monitoraggi. Il prof Sambri: "Qualcosa sta cambiando"

 A ricercarla con grande attenzione negli esami effettuati negli ultimi sette giorni è lo staff del dottor Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico di Pievesestina dell'Ausl.

Covid, la subvariante Delta Ay4.2 che allarma il Regno Unito e nelle ultime ore è stata diagnosticata pure in Israele, crea preoccupazione anche in Italia.  A ricercarla con grande attenzione negli esami effettuati negli ultimi sette giorni è lo staff del dottor Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico di Pievesestina dell'Ausl.

Dottore possiamo dire che la variante è già in Italia?
"No. Ufficialmente siamo ancora nella situazione di qualche mese fa. Abbiamo avuto il caso di un cluster che si è sviluppato in una casa di Riposo di Bagnacavallo, in cui è stato ritrovato un virus leggermente diverso da quello che ci aspettavamo ma, dalle sequenze, non sembra essere l'Ay4.2. Per ora non possiamo dire nulla di diverso. Ovviamente non possiamo negare i segnali che ci dicono che qualcosa sta cambiando ma non avendo trovato ancora conferme, resta tutto invariato. C'è anche da dire che sequenziare il virus e analizzare una sequenza per capire quanto sia diversa dal prototipo non è semplicissimo e servono tempo e cura. Comunque stiamo lavorando per capire più a fondo la situazione".

A preoccuparci è la situazione dell'Inghilterra. Dobbiamo pensare che quello che sta capitando a loro capiterà anche a noi?
"Direi di no. In Inghilterra gli scienziati stanno vedendo che ci sono alcuni virus che si stanno muovendo più di altri ma ancora non è chiaro il significato. I virus sono assolutamente imprevedibili. Ma è azzardato dire che quello che sta accadendo lì, ovvero i 50 mila casi di infettati al giorno, fra poco accada anche qui perché le situazioni tra Inghilterra e Italia sono diverse. Loro hanno utilizzato una strategia vaccinale diversa dalla nostra e soprattutto dal 19 luglio non usano più distanziamento e mascherine. I dati ci raccontano che in Inghilterra qualcosa non è andato per il verso. Vuoi che sia stato il modo in cui hanno vaccinato, ovvero a tutti la prima dose e poi a distanza di 4/6 mesi la seconda, oppure la mancanza di precauzioni, ma i casi di contagio da loro sono 50 mila, da noi 3 mila".

E in Russia?
"Anche quello che accade in Russia è preoccupante. Proprio in questi giorni hanno dichiarato 1000 morti al giorno. E l'Estonia ha chiuso. E' in lockdown. Non voglio fare la Cassandra ma sicuramente sono tutte situazioni che ci dicono di stare con gli occhi ben aperti, di controllare benissimo anche in Italia come procedono le cose per non trovarsi poi nei guai improvvisamente. E' vero che nei Paesi citati, compresa l'Inghilterra, le misure di precauzione sono state praticamente annullate mentre da noi no. E infatti penso sia veramente importante far capire alla gente quanto importante sia mantenere le misure adottate finora, ovvero mascherina, distanziamento, lavaggio delle mani".

Anche da noi i numeri sono in crescita?
"Sì. La settimana scorsa eravamo intorno ai 50/70 casi in provincia. Ora siamo a 120 circa da due giorni. Due giorni non significano molto, ma se per una settimana il trend cresce o resta comunque sopra i 100 casi al giorno allora bisogna iniziare a capire il perché". 

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