"Una raccolta nata d'istinto e frutto della paura", l'ultima opera di Sandra Canduzzi Pieri

"Vivono in queste pagine narrazioni minime, tranquillizzanti, che non hanno segreti; chiunque può facilmente scivolarci dentro e starci comodo: non ci sono inganni, labirinti o finali a sorpresa"

A quattro anni dal libro "Signora Nostalgia", un affresco di personaggi e storie della Cesena anni Settanta, Sandra Canduzzi Pieri presenta "Di tutti ha bisogno il cuore", un altro libro, anzi una raccolta di racconti, omaggio al valore dell'incontro, al significato del recupero, del rimedi, di uno sguardo che può riscaldare di più di un abbraccio.

"Vivono in queste pagine narrazioni minime, tranquillizzanti, che non hanno segreti; chiunque può facilmente scivolarci dentro e starci comodo: non ci sono inganni, labirinti o finali a sorpresa - spiega Sandra Canduzzi Pieri - La mia raccolta nata d'istinto è il frutto della paura che ho avvertito al compimento dei miei ottant'anni: si dice infatti che in preda alla paura i cavalli scappano, i cani abbaiano, e chi ama scrivere, scrive. A sedurmi sono state certe zone d'ombra che, destinate a dissolversi, non aspettavano altro che di essere raccontate. I personaggi che vivono in questi racconti, quando li ho cercati per far loro delle domande, ho scoperto che se n'erano andati per sempre senza salutare. Di loro sono sopravvissuti questi ricordi recuperati a caso come i pensieri, ricordi che non volevo dimenticare per poterli ritrovare e riconoscermi. Ho cercato di fare ordine là dove non può esserci ordine: nel tempo, negli anni, nella pioggia, nella solitudine, nelle ultime stagioni della vita".

Qualche personaggio di cui Sandra Canduzzi ha scritto è vero ed è esistito, altri no, ma probabilmente esistono.

Per esempio, c'è un operatore ecologico che lavora in un giardino di Cesena e, senza nemmeno parlare con lui, Sandra si è immaginato il suo vissuto. Poi un giorno l'ha rincontrato e gli ha rivelato di aver scritto un racconto su di lui, l'ha fatto salire in casa e gliel'ha letto. Poi gli ha regalato il manoscritto. Lui l'ha abbracciata stretta per la riconoscenza. C'è anche il racconto di un ragazzino bravissimo con un padre che lavorava in miniera. Poi questo ragazzino, dopo tanti studi, era approdato a Milano ed era diventato un economista di valore e dirigeva grandi aziende. Alla fine è ritornato al suo paese e ha fatto il benefattore. "Quelle di cui ho scritto sono tutte storie di persone che si recuperano, che scommettono sul futuro con impegno e fiducia - spiega Sandra Canduzzi - Alla fine è l'essenza della mia vita: io sono la figlia di un manovale, ho fatto le scuole multiple in una stanzone di legno, il mio futuro era segnato. E invece, mio padre ha lavorato duro è diventato cavaliere del lavoro, e io ho potuto studiare. Ho avuto una vita fortunata e adesso sono qui che scrivo libri. E' un fatto eccezionale. La mia raccolta di racconti parla di personaggi in cui l'impegno è fondamentale come lo è il modo di guardare l'altro. Purtroppo in giro vedo sempre meno materiale umano fatto di questa sostanza".

Il libro ha una copertina disegnata da Stefano Natali, praticamente la copia perfetta della "Signora in un cappello nero" di Kees van Dongen, un pieghevole che molti anni fa mi fu donato da una mia amica, anche lei con una vita difficile di partenza. Era orfana con tanti fratelli che praticamente ha tirato su lei. E' riuscita anche a studiare ed è stata dirigente del Consiglio di Stato del Lussemburgo. Si è comprata la casa a Cesena, in via Mazzoni, perché l'estate vuole stare in Romagna. E' una grande appassionata di arte e di storia e così una volta che è andata all'Hermitage e ha visto il quadro di Kees van Dongen ha pensato a me, così mi ha spedito il pieghevole e facendo un gesto di amore grandissimo. Ecco anche questa è diventata una piccola storia".

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Il libro sarà presentato venerdì 25 settembre alle 17 a Villa Silvia in via Lizzano 1241. A presentare sarà Gianfranco Lauretano. E' previsto l'accompagnamento musicale di Luca Olivieri alla fisarmonica.

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