Settimana di paralisi del tribunale: si cerca di salvare la sede

Partita la settimana di sciopero degli avvocati cesenati, per protestare contro la chiusura della sede del tribunale di Cesena. Dall'8 al 16 luglio, nei giorni lavorativi, praticheranno l'astensione in aula e terranno chiusi gli studi al pubblico

Partita la settimana di sciopero degli avvocati cesenati, per protestare contro la chiusura della sede del tribunale di Cesena. Dall’8 al 16 luglio, nei giorni lavorativi, praticheranno l’astensione in aula e terranno chiusi gli studi al pubblico, salvo i casi urgenti e necessari previsti dal codice deontologico forense. Per informare i cittadini sono stati allestiti banchetti in città e più precisamente in Piazza Almerici e di fronte al tribunale, inoltre verrà effettuato il volantinaggio in ogni giorno dello sciopero.

La prima giornata di protesta ha visto un nutrito gruppo di avvocati, di fronte ad un tribunale deserto causa sciopero, lasciare gli opuscoli ai cittadini e, sempre nella mattinata, più di sessanta avvocati cesenati riunirsi in Piazza Almerici. Presenti anche il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l’onorevole Enzo Lattuca. Gli avvocati hanno ricordato come il carico di lavoro tra le due sedi sia equivalente: circa 2700 le cause pendenti a sezione, con 700 nuovi contenziosi all’anno, per 350 avvocati iscritti all’Ordine in ognuno dei due comprensori. I processi per sfratto e morosità sono addirittura maggiori nel cesenate che nel forlivese.

Lucchi ha ripercorso l’iter che l’amministrazione ha già effettuato per cercare di salvare la sede, compresa la lettera inviata al Ministro Cancellieri, sostenendo che è fondamentale un collegamento con il Parlamento per riuscire ad incidere sul provvedimento che cancella le sedi decentrate. Lattuca ha quindi illustrato quali potrebbero essere le strade per il salvataggio. «La prima è quella già tracciata nel caso di Urbino, per il quale la Corte Costituzionale ha stabilito che essendo la città co-capoluogo di provincia, per disposizione di un antico regio decreto, continui ad esistere come sede autonoma di tribunale. La nostra provincia tuttavia è stata istituita solo in tempi recenti e, anche alla luce del prossimo riordino istituzionale delle province, non penso sia un percorso applicabile nel nostro caso. La seconda, di certo anch'essa in salita, ma a mio avviso più percorribile, è quella di cercare di modificare la denominazione "tribunale di Forlì" in "tribunale di Forlì-Cesena" in modo da consentire una dislocazione delle strutture dello stesso tribunale anche sul territorio cesenate».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ha poi aggiunto che, «benché ora ci si debba adoperare per il salvataggio della sede a Cesena, qualora il “piano A” fallisca, dobbiamo lavorare per un piano B, ovvero ripensare la struttura di Forlì, ridefinendone la logistica, per garantire il corretto funzionamento che verrà certamente a mancare se la sede cesenate verrà davvero soppressa».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il tragico incidente in bici, è morto dopo due giorni di agonia l'agente di Polizia

  • Mentre va in bici viene colpito da un'auto: è gravissimo

  • Tragedia sulla spiaggia di Cesenatico, trovata riversa nell'acqua: muore l'anziana turista

  • Coronavirus, nel cesenate tre nuovi casi e nessun decesso

  • Agro-alimentare, il Gruppo Amadori cede Fattoria Apulia: l'operazione 

  • Cesenatico, dalle spiagge libere alle aree polifunzionali: ecco l'ordinanza balneare anti-Covid

Torna su
CesenaToday è in caricamento