Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Sospesa la manifestazione "Porto dei Poeti": "Meglio lasciare la Romagna"

E' stato sospeso il festival internazionale "Porto dei poeti", nato sei anni fa a Cesenatico, che quest'anno si sarebbe realizzato in diverse città, tra cui Forlì, Cesena, Imola, Urbino e Venezia. Lo spiega Marina Mazzolani, direttore artistico del festival "DDT - Diversi Teatri delle Diversità/Diversi Dirompenti Teatri.

E’ stato sospeso il festival internazionale "Porto dei poeti", nato sei anni fa a Cesenatico, che quest'anno si sarebbe realizzato in diverse città, tra cui Forlì, Cesena, Imola, Urbino e Venezia. Lo spiega Marina Mazzolani, direttore artistico del festival "DDT - Diversi Teatri delle Diversità/Diversi Dirompenti Teatri.

Spiega Mazzolani: “Walter Valeri e Stefano Simoncelli citano tra le suggestioni che hanno motivato negli anni tantissimi poeti a raggiungere Cesenatico per leggere i propri versi, "la cultura poetica diffusa nel nostro territorio che è e dovrebbe essere alla base di una società di donne e uomini liberi". Poi commentano amaramente che "forse è meglio lasciare definitivamente Cesenatico e la Romagna", viste le difficoltà di natura organizzativa ed economica, essendo "venuto a mancare quel sostegno minimo delle istituzioni pubbliche e locali che, di fatto, o sono impedite a intervenire, oppure sono paralizzate da fini elettorali o personalistici... Non hanno più cuore né menti decenti, sensibili alla cultura, all'educazione critica per le nuove generazioni, né si peritano di averne."

“La mentalità corrente e prevalente, alimentandosi di sguardi miopi, di mediocri capacità creative, gestionali, progettuali, svolge il tema della Crisi come cupa e inevitabile tragedia che richiede di scindere il pane dalle rose. Ma per gli esseri umani le rose sono fondamentali quanto il pane e l'aberrazione è non saperlo più. Così com'è pericoloso non intendere la Crisi anche come opportunità, come apertura, ma vederne soltanto gli aspetti luttuosi, e interpretarla esclusivamente come perdita. Siamo regrediti a un livello di analfabetizzazione preoccupante senza però che ci si preoccupi, perché il principale effetto dell'ignoranza è proprio quello di non conoscere e così non si può nemmeno ri-conoscere la fondamentale importanza di un'educazione all'arte”.

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