Si conobbero in ospedale, poi emigrati in Svizzera: 60 di matrimonio per Liviana ed Ezio

Uno spaccato di vita cesenate che può far riflettere su cos'eravamo e su cosa siamo diventati

Sono passati solo 60 anni da quando si giurarono eterno amore, ma sembrano due secoli. In questi ultimi 60 anni, infatti, la vita è cambiata radicalmente: le fatiche, i sacrifici e l'esigenza di andarsene per trovare un mondo migliore sembrano appartenere a un passato sepolto. E invece, solo 60 anni fa, i migranti, quelli che se ne andavano alla ricerca di fortuna con tre valigie in mano, eravamo noi.

Ne sanno qualcosa i cesenati Liviana Teodorani ed Ezio Gori che il 14 agosto, in occasione del loro 60esimo anniversario di matrimonio, hanno voluto ripercorrere tutta la loro vita. Uno spaccato di vita cesenate che può far riflettere su cos'eravamo e su cosa siamo diventati.
Liviana ed Ezio hanno trascorso una vita insieme. Si sono conosciuti a 16 anni in una circostanza e in un luogo molto particolari: in ospedale. Lei, andando a trovare lo zio ricoverato al Bufalini, rimase folgorata dagli occhi di lui. E infatti, dalle bende che gli avvolgevano testa e buona parte del corpo, traumatizzato  dall'incidente in moto, emergevano solo i suoi begli occhi. Guarite le ferite arrivarono le dimissioni ma Liviana, poco più che una bambina ma già col piglio di vera donna romagnola, non rinunciò a vedere ancora quel ragazzo. Così prese la bici e, con la scusa di andare a trovare i nonni sepolti al cimitero di Ronta, percorse in lungo e in largo le stradine polverose seguendo le poche indicazioni avute da lui fino a quando non lo rincontrò. Da allora non si lasciarono più. Lui, orfano sceso dalle colline con un babbo bracciante agricolo e due sorelle in cerca di una vita migliore. Lei, la maggiore di 4 figli (tre femmine e un maschio), nata quando ancora la sua mamma Rosina, giovanissima sposa e orfana di entrambi i genitori, aveva in casa dei fratelli 'da sposare' e il babbo Nello, prima cantoniere poi, dopo la guerra d'Africa, custode della pescheria di Cesena.

Ezio diventò il moroso di Liviana, adorato dalle sorelle più piccole di lei. Ezio e Liviana, entrambi nati durante la guerra, furono bambini nella miseria del dopoguerra. Si sposarono a 19 anni, nel 1960 e subito dopo decisero di partire per la Svizzera in cerca di fortuna. Pianti, sacrifici e tanto lavoro nei due anni vissuti lontano da casa. La gravidanza li fece tornare: non era possibile far nascere là i figli degli emigranti.

Ritornati a Cesena, lui iniziò a lavorare come muratore: anni duri trascorsi in una casetta di tre stanze a Ronta insieme alla moglie, al suocero e tre bambini nati nell'arco di 5 anni. Non era facile tirare avanti, con tante fatiche e poche comodità, ma anche nelle difficoltà tra Ezio e Liviana, non sono mai venuti meno l'amore e il rispetto. Da qui la decisione di 'farsi la casa'  nel vero senso della parola con carriola, cemento e mattoni tirati su con le proprie mani. Ma soprattutto debiti, tanti debiti. Di nuovo la decisione di cercare maggiori guadagni all'estero. Questa volta partì solo lui. La vita da emigrante volle risparmiarla ai figli e alla moglie. Lavorò in giro per l'Europa e nel nord Africa come caposquadra nella manutenzione degli alti forni di cokerie e acciaierie. Dieci anni di solitudine. Si vedevano una volta al mese quando andava bene, cercando di tenere insieme la famiglia il cui peso della crescita dei figli gravava tutto sulle spalle della Liviana. Dal 1976 finalmente la nuova casa fu terminata e lui, più forte di prima e con qualche soldo in tasca, costituì una piccola l'impresa edile, la "Edil Ezio Gori" che ha costruito tante case nel cesenate. La vita diventò più serena.

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Poi arrivò la soddisfazione di qualche viaggio, le vacanze in montagna con la famiglia. Il volontariato per Avis, donatore plurimedagliato Ezio, e le gite e gli amici del gruppo Avis di Pievesestina. I figli cresciuti, si sono sposati. Grazia è la prima ad aprire un negozio da barbiere a Cesena, poi con la sorella Manuela, in centro. Arrivano i nipoti. Arriva anche la prima laurea in famiglia in Fisica Teorica. Un grande orgoglio. Il lavoro per i più giovani, le morose. La nipote 'piccola', con ambizioni nel mondo dello spettacolo, vuol fare la regista o la sceneggiatrice... chissà? Le piccole-grandi soddisfazioni da nonni. Arriva la pensione, e con la pensione anche i vari acciacchi più o meno seri, ma si va avanti. Andrea, il figlio, eredita la ditta con qualche difficoltà comune a molti del settore in questi ultimi tempi. Ma ci si dà una mano e si supera tutto.  Ancora volontariato nel centro sociale i "Girasoli di Ronta", con l'associazione "Qualcosa di grande per i piccoli" e nelle attività culturali con le figlie. La passione per i viaggi: con la pensione arrivano le capitali europee, le isole mediterranee, le crociere, la Russia, e finalmente New York quattro anni fa... Una vita, quella di Liviana ed Ezio, normale e unica. Una vita di due cesenati che, a forza di lavoro e sacrifici, hanno costruito qualcosa che va oltre al benessere. Quando hanno avuto un po' più di tranquillità hanno guardato fuori, dedicandosi anche agli altri e al volontariato, coltivando sempre nuove speranze e nuovi slanci. Un esempio di amore e di attenzione diventato contagioso per i figli e i nipoti, tutti impegnati in attività culturali o di volontariato. Oltre alle felicitazioni per i loro 60 anni insieme cosa gli si può augurare? Tante nuove esperienze e di mantenere lo stesso atteggiamento positivo con cui hanno affrontato le difficoltà della vita. In fondo sono ancora dei ragazzi. 

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