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"Sciopero fiscale e tavoli apparecchiati simbolicamente", la protesta di bar e ristoranti

"Un'azione allargata non solo ai pubblici esercizi, ma a tutte quelle imprese che da troppo tempo si vedono enormemente danneggiate"

"Stanchezza, frustrazione, rabbia. Questi sono solo alcuni dei sentimenti che tutti noi proviamo in questo momento, ormai stremati sia psicologicamente che professionalmente da una situazione che si sta facendo ormai insostenibile, privati ormai da mesi della dignità nello svolgere il nostro lavoro". E' l'associazione Centro Anch'io a farsi portavoce di "bar, ristoranti, palestre, imprese dello spettacolo e tutte le altre aziende che da mesi sono lasciate a loro stesse devono ripartire subito".

"Quel lavoro in cui abbiamo impegnato anni di sacrifici e passione che ora, nell’indifferenza dallo Stato, rischiano di essere gettati al vento per sempre. Il virus c’è, esiste e non va assolutamente sottovalutato, ma vogliamo tornare a lavorare in sicurezza, rispettando quei protocolli rigidi per i quali solo qualche mese fa le nostre attività hanno tanto investito. Non possiamo permetterci di attendere una settimana di più".

"Per questo, al fine di dirottare le poche risorse rimaste esclusivamente per mantenere le proprie attività, i propri dipendenti e le proprie famiglie, ci vediamo costretti a promuovere uno sciopero fiscale. Un'azione allargata non solo ai pubblici esercizi, ma a tutte quelle imprese che da troppo tempo si vedono enormemente danneggiate. Inoltre venerdì 15 Gennaio bar e ristoranti di Cesena organizzeranno un flash-mob che li vedrà illuminare le proprie attività, animandole e apparecchiando simbolicamente quei tavoli che da troppo tempo attendono di essere occupati. Un dissenso rispettoso di quelle regole che, seppur ritenendole ingiuste e deleterie per le nostre aziende, vogliamo rispettare". Infine, martedì 19 Gennaio una delegazione si recherà a Bologna per manifestare alla Regione una situazione di difficoltà che si sta facendo ormai disperata".

"In questo momento - conclude l'associazione - è fondamentale restare uniti e fare squadra, con la necessità di avere l’uno il supporto dell’altro, come cittadini ancor prima che come imprenditori e lavoratori. Perché siamo tutti sulla stessa barca, indipendentemente dal fatto che sul momento uno sia direttamente colpito o meno dal DPCM di turno".

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