Trovarsi in casa migliaia di api? Quest'anno è emergenza sciamatura, come affrontarla

Trovarsi improvvisamente in casa o in giardino migliaia di api che cercano un alloggio in un incavo di un albero o nel cassonetto in legno di una tapparella non è proprio rassicurante

Trovarsi improvvisamente in casa o in giardino migliaia di api che cercano un alloggio in un incavo di un albero o nel cassonetto in legno di una tapparella non è proprio rassicurante. Da circa una settimana l’allarme sciami d'api rimbalza da una parte all’altra della città e i pochi apicoltori presenti sul territorio stanno facendo un super-lavoro per recuperare le api e garantire di nuovo la sicurezza di chi si è trovato di fronte a quest’imprevisto. I vigili del fuoco ricevono in media una decina di chiamate di soccorso in tutta la provincia e il ritornello è sempre lo stesso: “Ci sono migliaia di api in casa mia”. Tutta colpa di sciamature che mai sono state così numerose nella nostra zona.

I vigili del fuoco, va detto, intervengono solo in casi eccezionali, quando è davvero a repentaglio la salute pubblica o quando questi sciami di api si vanno a nascondere in parti così alte che solo l’autoscala dei pompieri più arrivarci in sicurezza. Distruggere queste api è solo l’ultima delle opzioni, dal momento che sono protette e serve l’intervento di personale esperto. Perché la prima cosa da fare, per evitare di rimanere travolti da decine se non centinaia di punture, è evitare il fai da te e soprattutto non intervenire tentando di rimuovere con la forza o distruggere le “case” delle api. Un apicoltore, infatti, sa come “convincere” le api ad andarsene da sole e conserva la vita di questi insetti così preziosi per il nostro eco-sistema. E, se utilizzate, le corrette procedure funzionano: nell’ultima settimana il pronto soccorso dell’ospedale Bufalini non ha gestito casi di shock anafilattico e solo tre casi di punture particolarmente fastidiose, che si sono risolte con una medicazione lieve.

L'APICOLTORE - Eppure l’emergenza non manca. “Nell’ultima settimana solo io ho fatto 18 interventi e altri 4 sono in attesa. Ho raccolto così tante api che non so neanche più dove metterle”: è quanto spiega Alessio Casadei, il cui cellulare squilla in continuazione in quanto è il numero che l’Associazione provinciale apicoltori dà con una segreteria telefonica per la reperibilità a Cesena. A fare questo servizio sono pochi apicoltori e non è difficile sentirsi rispondere che bisogna mettersi in lista d’attesa, tanto più se l’intervento comporta la necessità di un elevatore che permette di intervenire sulle parti alte, per esempio nei cassonetti delle tapparelle. “Non ci sono rischi particolari, quando sciamano le api non pungono se non minacciate”, aggiunge Casadei. Le zone più colpite della città? gli interventi si stanno concentrando lungo via Cervese, da Sant’Egidio a Villachiaviche, ma anche in via don Minzoni.

COS'E' LA SCIAMATURA DELLE API - Ma cos’è la sciamatura delle api? Il fenomeno è del tutto naturale, per quanto possa essere inquietante vedere un nugolo di insetti volare assieme fino a formare un’unica piccola nube nera e ronzante. “E’ la fase in cui si forma la nuova ape regina. Una volta che è pronta, quella vecchia deve abbandonare l’alveare, ma avendo ancora ormoni molto forti viene seguita da una parte delle api operaie, che a quel punto escono tutte assieme in cerca di una nuova casa”, spiega Casadei.

TRA LE CAUSE GLI APICOLTORI IMPROVVISATI - Ma se il fenomeno è naturale, non è così naturale che in giro per la città girino sciami di migliaia di api. Per Casadei questo si spiega col fatto che avere arnie sta andando di moda, ma poi chi le possiede non è così attento o competente a gestirle. “L’apicoltore esperto ricrea artificialmente la sciamatura, per cui di fatto alla fine lo sciame si sposta da un’arnia all’altra, tra loro vicine e in un'area protetta. Purtroppo ci sono sempre più persone improvvisate che non conoscono queste procedure e quindi non controllano la sciamatura”. Col risultato che bisogna inseguire questi sciami da una parte all’altra della città.

L'INTERVENTO E I SUOI COSTI - In che cosa consiste l’intervento dell’apicoltore? “Prima tutto viene ‘picchettata’ la zona, vale a dire cinturata col nastro bianco-rosso che non va oltrepassato per motivi di sicurezza – spiega Casadei -. Poi le api vengono attratte con un grosso quantitativo di miele e messe in un’arnia posizionata nelle vicinanze”. L’invito dell’apicoltore è di non distruggere queste api, “proprio ora che stanno tornando”. Tanto più che diversi apicoltori non chiedono soldi per l’intervento, anche se non è infrequente che chi si è visto risolvere l’emergenza con professionalità non elargisca una somma a titolo di rimborso spese e per il tempo impiegato. “Le api sono un costo, solo quelle che ho preso finora mi costeranno 4.000 euro prima che il prossimo anno vadano in produzione – conclude Casadei -. L’apicoltore che ha già le sue api non ci guadagna praticamente niente, ma nel mio caso vado a catturarle con un rimborso delle spese o gratuitamente per un motivo etico e per la passione e l’amore che ho per le api”. Si stima che questa situazione di sciamatura si protrarrà ancora una decina di giorni.

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