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Savignano, la novità in Comune: 'accolti' dal Maestro Secondo Casadei

La fotografia è un dono della figlia Riccarda al Comune di Savignano sul Rubicone

Da qualche giorno l’atrio dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, al pianoterra del Comune di Savignano sul Rubicone, ospita un pannello riproducente una fotografia che ha per protagonista il Maestro Secondo Casadei.

Si tratta di un dono della figlia Riccarda al Comune di Savignano sul Rubicone. Il Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini insieme a Riccarda con le figlie Lisa e Letizia Valletta, nipoti di Secondo, hanno inaugurato stamane l’allestimento che offre ai cittadini il piacere di ricordare un momento emozionante della carriera del celebre musicista e compositore che ha vissuto per lunghi anni a Savignano sul Rubicone. La fotografia, del 1971, si riferisce al tradizionale Concerto del 1° Maggio in piazza Saffi a Forlì, cui partecipavano migliaia e migliaia di persone come si vede anche dall’immagine stessa. “Un appuntamento importantissimo per mio nonno” spiega Lisa Valletta raccontando come in occasione di una visita alla sede delle Edizioni musicali Casadei Sonora, a Savignano sul Rubicone, da parte di un gruppo di studenti di scuola superiore, uno dei ragazzi presenti davanti all’immagine ha esclamato: "sembra un concerto di Vasco!".
“I versi riportati in basso a sinistra – continua Lisa Valletta - sono tratti da una canzone dedicata al Maestro, dal titolo "La leggenda di Casadei", scritta da Ely Neri ed Ettore Liuni e recitata da Vittorio Salvetti che scoprì Secondo Casadei televisivamente, e condusse lui e la sua orchestra anche al Festivalbar. I due erano legati da un rapporto di grande stima e affetto”.

“Non poteva mancare nel palazzo comunale, la casa dei cittadini, un omaggio al nostro Secondo Casadei – afferma il Sindaco Filippo Giovannini -. La musica unisce ed è identità e per noi romagnoli, e ancora di più savignanesi, la musica di Casadei è casa”.

“Questa è una delle immagini che amiamo di più – afferma Riccarda Casadei - perché esprime la sua vita di musicista indissolubilmente legata alla sua gente. Era unito al suo pubblico da un incredibile rapporto di amore e affetto, che ancora oggi continua nel tempo attraverso i figli, i nipoti e i pronipoti, che continuano a manifestarci in mille modi questo affetto, che non finisce mai di stupirci anche a quasi 50 anni dalla sua scomparsa, e ce lo fa sentire sempre vivo e vicino a noi”.

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