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Inchiesta "Dirty soccer", spedizione punitiva si trasforma in violenta rapina

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì, hanno assicurato alla giustizia due dei quattro rapinatori che avevano fatto irruzione in un'abitazione a San Mauro Pascoli

Oltre 700 chilometri d'auto per mettere a segno una "spedizione punitiva" sfociata in una violenta rapina. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì, hanno assicurato alla giustizia due dei quattro rapinatori che l'11 dicembre avevano fatto irruzionein un'abitazione di San Mauro Pascoli. Si tratta di un 32enne e di un 35enne, entrambi originari di San Pietro Vernotico (Brindisi), entrambi coimputati nell'ambito dell'indagine sul calcioscommesse “Dirty Soccer”, condotta dalla Dda di Catanzaro, così come la vittima.

LA RAPINA - La rapina si è consumata il pomeriggio dell'11 dicembre: quattro individui, due dei quali travisati con passamontagna, facero irruzione nel giardino di un’abitazione di San Mauro Pascoli, aggredendo il proprietario con delle mazze da baseball, colpendolo ripetutamente alle gambe. La vittima aveva trovato riparo in un cortile dell’abitazione adiacente, mentre gli aggressori entrarono nell’abitazione, richiudendo la moglie e la figlia in una stanza. Quindi, dopo essersi portati in un'altra stanza, spaccarono il controsoffitto, dove all’interno era stato occultato un plico contenente 20mila euro euro in contanti (la cui provenienza è tuttora in fase di approfondimento). Prima di darsi alla fuga danneggiarono l’impianto di videosorveglianza del proprietario dell’abitazione, così da ostacolare la loro identificazione.  

LE INDAGINI - Dalle preliminari informazioni raccolte nell’immediatezza è emerso assai probabile che almeno due dei quattro aggressori provenissero dalla Puglia, medesima zona di origine della vittima. La vittima risultava, infatti, coinvolta nell’inchiesta giudiziaria "Dirty Soccer" condotta dalla Dda di Catanzaro. Si è appreso che nel corso del procedimento vi erano state accuse reciproche con altri coimputati, motivo per cui non si è esclusa la pista della "spedizione punitiva’". Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, si sono indirizzate subito verso il brindisino: nell'immediatezza i Carabinieri di Brindisi appurarono l’assenza dei sospettati dai loro consueti recapiti a ridosso dell’orario della rapina. Le successive risultanze investigative, attraverso l'acquisizione di testimonianze di persone informate sui fatti, l’analisi dei tabulati di traffico telefonico sulle utenze delle vittime,  individuazioni e sopralluoghi, hanno consentito di assicurare alla giustizia due dei responsabili dell'assalto. Ora si trovano in carcere a Brindisi a disposizione della magistratura.
 

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