Farmacie sotto assedio: non bastava la sfilza di spaccate, pure una rapina con la pistola

E con questo è il quinto episodio, il più grave, che si registra nel Cesenate ai danni di una farmacia, il settimo se si guarda all'ultimo mese

Una farmacia è finita rapinata. E con questo è il quinto episodio in una settimana, il più grave, che si registra nel Cesenate ai danni di una farmacia, il settimo se si guarda all'ultimo mese. Fino ad ora le farmacie erano finite nel mirino di ladri seriali, probabilmente una stessa banda, che mandavano in frantumi le vetrate, con una frequenza impressionante, quasi una a sera negli ultimi giorni. Stavolta i banditi sono saliti di livello.

Intorno all'ora di chiusura, mercoledì sera intorno alle 20, la Farmacia Fiorita di via Roncofreddo è finita rapinata. Due malviventi, uno con una pistola e l'altro con un cutter, hanno fatto irruzione pochi minuti prima della chiusura, quando ormai all'interno non si trovavano clienti ma solo due dipendenti. I rapinatori, con una sporta della spesa, hanno riversato tutto il contenuto delle due casse. Non solo: hanno intimato alle due dipendenti di consegnare il denaro presente nel loro portafoglio e uno dei due ha perfino accompagnato una delle dipendenti in un locale sottostante in quanto il portafogli si trovava tra gli effetti personali dello spogliatoio. Una procedura, insomma, che ha visto l'impiego di diversi minuti, il ché denota freddezza e decisione dei due banditi. 

I malviventi hanno agito col volto coperto da cappucci e hanno parlato in un italiano di cui le dipendenti della farmacia non hanno saputo definire l'accento. Il quantitativo dell'ammanco è ancora al vaglio, ma si tratta di alcune migliaia di euro. Ma oltre al denaro, la paura è stata tanta: vedersi per lunghi minuti una pistola puntata addosso. I due rapinatori sono quindi fuggiti in una sera particolarmente buia e desolata a causa del forte acquazzone che cadeva su Cesena.

La politica

A Cesena insomma farmacie sono sotto assedio. Il candidato della Lega Nord Jacopo Morrone rilancia sul tema della sicurezza, parlando di “situazione insostenibile ed esercenti a rischio”. Per il candidato della Lega è necessario “rivedere le modalità di esercizio dell’attività farmaceutica attraverso strumenti che ne garantiscano prima di tutto la sicurezza degli operatori”. Tra questi, suggerisce Morrone, “dare la possibilità, ai farmacisti, di effettuare il servizio prestato in turno, sia a porte aperte che a porte chiuse, con modalità flessibili e lasciando la discrezionalità al Sindaco di stabilire ulteriori adeguamenti frutto di particolari esigenze locali”.

Ad oggi, le disposizioni regionali ne impongono lo svolgimento del servizio di norma a battenti aperti, fatte salve alcune insufficienti eccezioni. “Con questi presupposti - conclude Morrone – soprattutto nelle aree rurali ma anche in zone urbane particolarmente esposte a episodi di microcriminalità, si rischia di andare incontro ad episodi di cronaca e furti agli esercizi farmaceutici sempre più allarmanti”.

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