"Ragazzi cacciati perché autistici", l'area di servizio si scusa: "Un equivoco, vogliamo fare una donazione"

Il gruppo stava rientrando a Milano da una vacanza al mare  quando si è fermato per riposarsi nell'area di servizio Rubicone Est sull'A14

Sta facendo il giro del web la notizia della comitiva di ragazzi autistici fatti allontanare da un ristoro esterno a lato della pompa di benzina nell'area di servizio Rubicone Est sull'A14 direzione nord.

Il gruppo stava rientrando a Milano da una vacanza al mare  quando si è fermato per riposarsi. I ragazzi sono scesi e alcuni di loro si sono avvicinati ai tavolini accanto al market per sedersi ma un dipendente - da quello che si legge in un post su Facebook scritto da Mario Ciummei, vice presidente dell'associazione Gaudio - è uscito dicendo che non potevano sedersi perché era riservato a chi faceva acquisti. A quel punto l'accompagnatore, che sarebbe andato ad acquistare bibite e altro, si è un po' risentito dell'atteggiamento protestando. Il dipendente, sempre leggendo il post di Facebook ripreso anche da Davide Faraone di Italia Viva -  addirittura si sarebbe messo davanti alla porta per non farlo entrare. Insomma letteralmente cacciati da un posto di riposo. Ma perché? Il problema sembra proprio questo. Sono stati fatti alzare perché non avevano ancora fatto acquisti? O perché erano autistici? “Non ci ha detto che non voleva disabili nel suo locale, ma l’atteggiamento era chiarissimo, tant’è che mi ha impedito di entrare nel negozio a fare acquisti — spiega nel post Emiliano Strada, vicepresidente di Fabula, l'associazione con cui viaggiavano i ragazzi – . I tavoli erano tutti vuoti in quel momento e se avevamo fatto un errore perché erano riservati ai clienti bastava che ce lo dicesse in modo educato. Ma era ovvio che non era quello il problema”.

Diverso, invece, sembra il parere del responsabile della pompa di benzina e del piccolo ristoro esterno in cui avrebbe cercato di sedersi la comitiva. "Io non ero presente - precisa Daniele - ma conosco il dipendente, protagonista della vicenda. A quanto mi risulta è un bravo uomo che abita nel Rubicone, con una famiglia e dei figli. L'ho interrogato e mi ha detto che, prima di tutto, lui non si era accorto che fossero ragazzi autistici e poi li avrebbe detto solo che quei posti erano riservati a chi faceva acquisti. Poi, da quello che mi ha raccontato il mio dipendente, questo accompagnatore che si è avvicinato si sarebbe un po' alterato alzando la voce e così non si sono più capiti. Ecco com'è nato l'equivoco. Bastava chiedere prima: possiamo metterci a sedere? E tutto questo non sarebbe accaduto. Non dico che non abbia sbagliato il mio dipendente ma secondo me è stata una cattiva interpretazione non un atto discriminatorio volontario. Lui ha saputo solo oggi che era una comitiva di ragazzi autistici, se se ne fosse accorto subito sicuramente sarebbe stato più ospitale".

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Il titolare è molto dispiaciuto di quanto accaduto e si è messo in contatto via facebook con l'onlus per raccontare la sua versione e comunque scusarsi. "Anzi dirò di più - ha spiegato Daniele - vorrei anche fare una donazione per far capire a tutti che da parte nostra non c'è stata alcuna volontà di discriminare qualcuno, forse è stato solo un po' rude e non ha compreso bene la situazione. Comunque ci riparlerò per capire meglio". 

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