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Quartiere Novello, Valletta (CSN): "Se non va in porto, saltano anche le case popolari"

“Se l'affare Novello non dovesse concludersi alle condizioni dell'investitore (sarebbe interessante sapere quali siano con esattezza), niente edilizia sociale ma, oltre al danno la beffa, nemmeno edilizia popolare in città”: lo dice Vittorio Valletta

“Se l'affare Novello non dovesse concludersi alle condizioni dell'investitore (sarebbe interessante sapere quali siano con esattezza), niente edilizia sociale ma, oltre al danno la beffa, nemmeno edilizia popolare in città”: è il rischio che paventa il Consigliere Comunale Vittorio Valletta del Movimento Cesena SìAmo Noi. Il pericolo starebbe in un dettaglio del progetto. Lo spiega lo stesso Valletta: “Il Comune concede, a garanzia del Fondo Immobiliare (quello che dovrà concretamente realizzare l'intervento, ndr), l'eventuale cessione di lotti pubblici in città destinati all'edilizia popolare già previsti (come per per esempio un'area di 2336 mq di superficie edificabile in Via Dismano a Pievesistina)”.

La questione riguarda il progetto del nuovo Quartiere Novello che è stato approvato nell'ultimo consiglio comunale, col voto favorevole del PD. Si tratta di una corposa ristrutturazione di un'area in attesa di riqualificazione a valle della ferrovia in zona Vigne. Dice Valletta: “Più il progetto avanza, più aumentano le perplessità sulla sua opportunità e sull'efficacia nel rispondere al problema della casa, che non hanno trovato chiarimento né in commissione consiliare (a cui i documenti relativi sono stati forniti solo un giorno lavorativo prima), né nella lunga intervista all'architetto Preger, progettista ed ex direttore Novello Spa, né le dichiarazioni del vicesindaco Battistini, che, in Consiglio Comunale, ha fornito dati sconcertanti per chi lotta per arrivare a fine mese”.

“Delle 340 unità immobiliari previste dal progetto in “social housing”, si parla di prezzi “convenzionati” di 1800 euro mq (il valore massimo assicurato dalle compagnie è 1500/mq) per la vendita, che, nel caso di unità di 80 mq (un bilocale con camera da letto), portano ad un prezzo di vendita di 144.000 euro, ad canone di locazione di 440 euro al mese e di 640 euro per affitto con riscatto. Gli immobili sarebbero pronti non prima di sei anni, nel 2023. A chi danno risposta questi costi e queste tempistiche secondo la Giunta a giovani coppie, famiglie a medio basso reddito, anziani, immigrati, nuclei familiari a basso reddito che altrimenti avrebbero difficoltà ad avere accesso alla casa”.

Critica Valletta: “Il progetto del Novello risale al 2008 e sarebbe stato forse valido se partito allora, in un periodo in cui ancora la città, in espansione e con una generale ricchezza diffusa, aveva “bisogno” di nuovi immobili, residenziali e commerciali, settore invece oggi completamente saturo, e che non giustifica la creazione, oltre agli appartamenti, la creazione di 44 unità commerciali che rischiano di rimanere sfitte (salvo poi forse essere accorpate e destinate alla grande distribuzione). La popolazione di Cesena è stabile dal 2013 e certo la capacità di acquisto o di locazione dei nuclei familiari si è notevolmente ridotta. A questa esigenza non si dovrebbe rispondere agevolando a condizioni sostenibili gli immobili disponibili (Cesena ne conterebbe circa 3500 sfitti) invece che con nuovi immobili a prezzi di mercato? Andrebbero incentivati strumenti come l'edilizia popolare, non prevista dal progetto, o l'affitto con riscatto, importante strumento per favorire le famiglie impossibilitate oggi ad avere il credito. Proprio questo è stato oggetto di un nostro emendamento, bocciato dal PD, che chiedeva di riservare a questa formula del riscatto l'80 per cento dei nuovi immobili, invece che le sole 27 unità previste oggi”.


Conclude Valletta: “Come per Piazza della Libertà dispiace registrare la chiusura ad ogni confronto reale e il voler indicare progetti edilizi non condivisi, come l'unica via alla riqualificazione. Crediamo sia ora di iniziare una riflessione aperta sul tema, che veda coinvolte tutte le forze politiche, le parti sociali, i comitati e le associazioni. In quell'occasione si potranno valutare ipotesi come l'istituzione di una società di scopo che acquisti immobili sfitti o di società o banche a prezzi calmierati per rivenderli attraverso la formula del riscatto, favorendo la ristrutturazione edilizia o energetica, oggetto di detrazioni fiscali, col conseguente incremento del lavoro di imprese locali nel settore edile ed artigiano. Per l'area Novello, si potrà valutare la possibilità, di estendere quel ridotto corridoio verde, previsto ora nel progetto, in un grande parco verde al centro della città, centrale anche rispetto alla rete del verde e della mobilità dolce”.

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