I Punkreas mandano in delirio il Vidia

Passo indietro fino agli anni a cavallo del "nuovo" millennio. Lo ska-core si imponeva ovunque con le sue sonorità in levare fino a spaziare nel rock melodico. Era irresistibile e inarrestabile

Passo indietro fino agli anni a cavallo del “nuovo” millennio. Lo ska-core si imponeva ovunque con le sue sonorità in levare fino a spaziare nel rock melodico. Era irresistibile e inarrestabile: nascevano nuovi gruppi ska con il passare delle ore ma poi, dopo un paio d'anni, altrettanto velocemente, la fiamma si è spenta smorzata da una ripetitività che li rendeva tutti simili. Ad ogni modo chi ha vissuto questi anni, chi ha calcato le piste conosce i Punkreas. In caso contrario trattasi di un marziano.

Sono scesi dalla Delorean per esibirsi live al Vidia Club. Vengono dritti dritti dagli anni in cui avere il lettore cd in macchina era un lusso, in cui il cellulare era il nokia con la cover intercambiabile, in cui la musica la scaricavi con napster. I Punkreas hanno ancora i dread in testa anche se un po' radi, gli occhiali da sole al buio e la chitarra, con il suo leggero overdrive, è ancora in levare. Ma nei ritornelli la regola vuole che a farsi sentire siano i bicordi e il canale saturo dell'amplificatore. Propri come una volta.

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Sì, la platea del Vidia era piena, gli organizzatori hanno mostrato alle nuove generazioni chi sa suonare e fatto rivivere ai non più giovanissimi gli anni del “fighetti al rogo punk al pogo” quando Aca Toro iniziava in sottofondo. Una prassi, quella del pogo, che si ripeteva d'inverno al Vidia e d'estate nelle discoteche in spiaggia.

I Punkreas hanno iniziato a farsi sentire alle 22.30 e sì ci sanno ancora fare. E' vero anche che l'impronta punk, irriverente e diretta del “fanculo alla nazione” lascia il posto alla critica ironico-costruttiva del “toglietemi tutto ma non l'aperitivo” ma se dopo così tanti anni c'è ancora chi paga il biglietto per ascoltarli un motivo ci sarà. Olè!
 

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