Posti letto Caritas pieni. "In venti dormono al freddo tutte le notti"

Quanti tra i lettori sanno cosa significa non sapere dove dormire la notte? Quanti hanno conosciuto il freddo tagliente dell'inverno? A Cesena c'è chi può raccontarlo

Quanti tra i lettori sanno cosa significa non sapere dove dormire la notte? Quanti hanno conosciuto il freddo tagliente dell'inverno? A Cesena c'è chi può raccontare questa esperienza. Sono “almeno venti persone” che passano le notti in auto o a casa di amici o in cerca di riparo in luoghi pubblici. I sei posti a disposizione del centro di accoglienza notturno gestito dalla Caritas all'Osservanza vanno sempre esauriti. L'amministrazione non è sorda tanto da aver discusso il problema anche nell'ultimo tavolo povertà di settembre.

In quell'occasione i rappresentanti della Caritas hanno ribadito il bisogno di “un ostello da trenta posti letto”. Tempi richiesta immediati. Tempi di realizzo da discutere. Ma l'inverno bussa alle porte e dalla Caritas dicono che: “Bisogna ampliare l'accoglienza notturna, - aggiungono dalla Caritas - altrimenti la carità si fa solo a parole e non a gesti concreti. Il Comune, dal canto suo, sta prendendo in considerazione il problema e c'è interesse anche da parte della diocesi”.

Si tratta di cesenati, ma anche di italiani che provengono da altre regioni e di extracomunitari. Le cause sono quattro e ben delineate: «Bisogno di reddito, lavoro, casa e di cibo». In queste problematiche incappa, ad esempio, chi si sposta lungo l'Italia in cerca di lavoro; persone che, prima tentano la fortuna al nord e poi pian piano si spostano anche in Romagna.

Il centro di accoglienza notturno ricavato nei locali Auser, e inaugurato a dicembre, è stato chiuso a marzo con l'arrivo della bella stagione. La sua apertura era temporanea e legata all'emergenza freddo. Dall'Auser comunicano che tutte le sere hanno aperto le porte a circa quattordici persone.

Un'altra piaga riguarda gli sfratti. Il Comune ha contato 225 procedure di sfratto fra gennaio e luglio di quest'anno. “Lo scorso anno si è verificata una vera e propria impennata – hanno reso noto il Sindaco Lucchi e l'Assessore Benedetti il 18 settembre in occasione del tavolo povertà - e in vari casi ci siamo trovati fuori dagli uffici famiglie intere con le valigie. I servizi sono riusciti, per fortuna, a mettere a punto una nuova procedura operativa, che permette loro di intervenire preventivamente: non appena c'è la sentenza esecutiva comincia un percorso per aiutare la famiglia a trovare una nuova sistemazione, in modo da evitare che si trovi, anche per poco, in mezzo a una strada. Ma comunque, ci preme sottolineare che chi viene sfrattato per morosità (a meno che non sia determinata da problemi molto seri) non trova scorciatoie o agevolazioni”.

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