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Famiglia isolata da anni per il ponte crollato, il Comune: "Quella era una casa per vacanze"

"La casa fu acquistata dagli attuali proprietari che, sebbene consapevoli del fatto che il passaggio sul fiume non poteva essere garantito in ogni stagione, vi si trasferirono stabilmente”

“Fino a circa trent'anni fa esisteva in località Piaia una stretta passerella, che consentiva l'attraversamento del fiume ad un'auto per volta. A seguito di una grossa piena del Savio, questo attraversamento crollò. In accordo con Provincia e Regione si riuscì a ripristinare il collegamento tramite il consolidamento di una briglia esistente e la realizzazione, sulla sua sommità, di un guado in tubi sommergibile. Il guado realizzato all'epoca, pur non garantendo il passaggio per tutti i periodo dell'anno (durante gli eventi alluvionali veniva infatti sommerso dalle acque), fu ritenuto sufficiente in quanto garantiva il passaggio di mezzi agricoli nei momenti necessari, mentre l'abitazione posta al di là del fiume non necessitava di un accesso garantito e costante nel corso dell'anno, essendo una seconda casa. Successivamente la casa fu acquistata dagli attuali proprietari che, sebbene consapevoli del fatto che il passaggio sul fiume non poteva essere garantito in ogni stagione, vi si trasferirono stabilmente”: lo scrivono il Sindaco di Mercato Saraceno Monica Rossi e il Vicesindaco Luciano Casali.

Il caso è tornato alla ribalta dopo un servizio del Tg3 regionale che mostra la situazione grottesca degli abitanti di questa casa che, anche solo per fare la spesa, non hanno altra alternativa che fermare la macchina ai bordi della superstrada E45, scavalcare il guard-rail e scendere una scarpata per raggiungere l'abitazione. Di fatto una casa isolata, senza quel ponte-guado e raggiungibile solo con una manovra azzardata al margine dell'E45. 

Per sindaco e vicesindaco “il guado è per propria natura un'opera meno stabile e più aggredibile dagli eventi atmosferici. Circa quattro anni fa vi sono state  ampie piene del fiume Savio in successione ravvicinata che hanno indebolito la struttura fino a farla crollare. Immediatamente la famiglia, a spese della pubblica amministrazione, è stata locata una abitazione nel capoluogo per  18 mesi (tramite un finanziamento della protezione civile non propogabile)”.

“L'amministrazione si è da subito prodigata per arrivare ad una soluzione chiedendo, ed ottenendo, che il ponte fosse ricostruito, come opera compensativa, a carico di una ditta che aveva avanzato domanda per realizzare una centralina idroelettrica nella zona. L'obiettivo sembrava raggiunto, ma mentre la ditta proponente avviava i lavori, arrivava improvvisamente lo stop dal Ministero, il quale non aveva inserito la centralina idroelettrica nell'elenco di quelle ammesse a contributo energetico, e tutto si è fermato. Non è tramontato invece l'altro progetto che potrebbe portare alla ricostruzione del ponte. Il ripristino del collegamento infatti è stato inserito, sempre come opera di compensazione, anche all'interno dell'autorizzazione concessa alla SNAM per la realizzazione del gasdotto “Sestino-Minerbio”. Tale importante impresa subisce però i tempi e la programmazione delle opere strategiche nazionali. Per questo motivo non possiamo sapere quando questo intervento sarà realizzato”.

“Il ripristino della briglia con sovrastante attraversamento è stato inoltre inserito nella prima stesura del Piano nazionale di opere e interventi di riduzione del rischio idrogeologico 2014 2020, definito ITALIA SICURA, all'interno degli interventi proposti per la mitigazione delle alluvioni. Purtroppo non gode di un livello di priorità alto. Concludendo: la ricostruzione di un ponte che attraversa il fiume Savio e ricolleghi la via vicinale è presumibile che costi almeno un milione di euro  e l'amministrazione non è in grado di affrontare tale intervento se non a discapito di interventi di messa in sicurezza delle scuole, di manutenzione stradale, etc. Certamente se lo si ritenesse prioritario e indispensabile, l'amministrazione potrebbe procedere verso una programmazione e una realizzazione dell'intervento, ma consapevoli del fatto che collegherebbe una sola abitazione, che era inizialmente nata come casa per le vacanze (e che anche per questo non è possibile avanzare richieste ad enti e strutture sovra comunali),  le risorse dovrebbero essere per la quasi totalità a carico della nostra intera collettività.”

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