"Non tartassare i patronati": Lucchi e 5 sindaci scrivono a Renzi

I Sindaci dei Comuni dell'Unione della Valle del Savio intervengono a difesa dei patronati e, con essi, della possibilità dei cittadini di continuare a fruire dei loro servizi. Da cesena parte una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri

I Sindaci dei Comuni dell’Unione della Valle del Savio intervengono a difesa dei patronati e, con essi, della possibilità dei cittadini di continuare a fruire dei loro servizi. Con una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, i sei Sindaci sottolineano il lavoro importante svolto dai patronati anche a supporto della Pubblica Amministrazione, e chiedono di rivedere la previsione di riduzione del finanziamento per questi enti, contenuta nella Legge di Stabilità 2015.

Scrivono Paolo Lucchi – Sindaco di Cesena, Marco Baccini – Sindaco di Bagno di Romagna, Monica Rossi – Sindaco di Mercato Saraceno, Fabio Molari – Sindaco di Montiano, Luigino Mengaccini – Sindaco di Sarsina, Guido Guidi – Sindaco di Verghereto: “D’altra parte, la natura di pubblica utilità dei servizi svolti dai Patronati è stata ribadita dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 42 del 3 febbraio 2000, ciò che impone una necessaria sensibilità nel garantire la tutela di tale operato a vantaggio dei cittadini stessi.

“Aspetto non secondario, inoltre, è quello per il quale i Patronati si finanziano attraverso una quota dei contributi previdenziali obbligatori versati dai lavoratori alle casse degli istituti previdenziali. In merito, l’Inps stessa, in occasione della presentazione del proprio bilancio sociale, ha sottolineato che, senza l’attività dei Patronati, per offrire gli stessi servizi la Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire e gestire 6.000 uffici, con un costo annuo superiore a 560 milioni di euro, ciò che renderebbe praticamente impossibile l’erogazione dei servizi stessi alle medesime condizioni offerte oggi dai Patronati, con ripercussioni negative proprio sui cittadini. Tale pregiudizio sarebbe ancor più grave se si considera infine che i Patronati rappresentano i bisogni di tutti coloro che non possono permettersi consulenze private a pagament”o.

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“Pertanto, chiediamo al Governo di modificare quanto contenuto all’art. 26 del disegno di Legge di Stabilità, in modo da preservare le necessarie garanzie affinché i nostri cittadini possano continuare ad esercitare i propri diritti grazie alle tutele ed ai servizi resi dalla insostituibile rete di assistenza dei Patronati. E’ anche in questo modo, infatti, che il Governo potrebbe raggiungere l’obiettivo di favorire la ripresa occupazionale e lo sviluppo economico, mostrando particolar attenzione alle famiglie più bisognose”.

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