Omotransfobia, "No ad una legge contro la libertà di parola e di educazione"

"Vogliamo sottolineare la pericolosità di un testo che, attraverso l’intenzione di combattere le discriminazioni, cela in realtà l’indeterminatezza del reato"

"Come giuristi impegnati per la tutela e la promozione della persona umana e associazioni che svolgono un importante ruolo nella società a sostegno delle famiglie e dell’educazione dei giovani, esprimiamo la nostra preoccupazione nei confronti del Testo Unificato cosiddetto dell’omotransfobia, che andrà in discussione in Parlamento nelle prossime settimane. Come già accaduto in occasione dell’approvazione di una simile legge regionale da parte dell’assemblea dell’Emilia-Romagna lo scorso anno, anche in questa occasione vogliamo sottolineare la pericolosità di un testo che, attraverso l’intenzione di combattere le discriminazioni, cela in realtà l’indeterminatezza del reato ed apre un grave interrogativo sulla tutela della libertà di parola e di educazione nel nostro paese". Così AGeSC – Forlì - Cesena Associazione “Il Crocevia” Comitato Difendiamo i nostri figli – Cesena Forum delle Associazioni Familiari – Cesena Giuristi per la Vita Movimento per la Vita Osservatorio per l’educazione - Cesena Unione Giuristi Cattolici Italiani.

"Già la Conferenza episcopale italiana con la nota del 10 giugno 2020, oltre a ribadire la doverosa condanna di ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, rimarcava che l’introduzione di ulteriori norme incriminatrici “rischierebbe di aprire a derive liberticide come insegna l’esperienza di altri paesi”. Il termine omotransfobia infatti è oggi utilizzato come censura preventiva verso chi esprime il proprio pensiero sul matrimonio, la procreazione o l’educazione affettiva e sessuale, ma in disaccordo con la narrazione radicale di massa amplificata dai tanti mezzi di comunicazione. Lo stesso testo inoltre contiene una via preferenziale per il finanziamento a corsi legati all’ideologia LGBT nelle scuole e un fondo di 4 milioni di euro già accantonato, per le future cause processuali contro le presunte discriminazioni, nonché una sproporzione delle pene per chi sarà ritenuto colpevole di omotransfobia, come la sospensione del passaporto o l’interdizione dall’attività elettorale per le elezioni politiche o amministrative. Riteniamo dunque che in questo periodo di crisi che attanaglia il nostro paese e che getta nell’incertezza le future generazioni, le risorse, le energie e gli sforzi della politica debbano concentrarsi sulle urgenze delle famiglie, delle imprese e del tessuto sociale, scongiurando una battaglia parlamentare ideologica dannosa per tutti". 

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